Il Tirreno

Il grande portiere Burò «Ora sfido un tumore»

di Aldo Antola
Il grande portiere Burò «Ora sfido un tumore»

Dal Cagliari di Riva alla Fiorentina e poi una lunga carriera anche da allenatore «Non mi arrendo, sono sostenuto da tanti amici e da bravissimi medici»

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MASSA. Angelo Burò, l'ex portiere del Marina di Massa, poi di Fiorentina, Cagliari ed altre squadre, dopo una lunga e gloriosa carriera adesso deve combattere la battaglia più importante. Quella per la vita, quella contro un tumore: una battaglia che Angelo sta combattendo coraggiosamente, come ci racconta, così come coraggiosamente e con grande personalità si è messo in mostra in campo sportivo. Certamente dando molto di più di quello che ha ricevuto.

Angelo Burò, classe 1948, professione calciatore prima ed allenatore dopo. Angelo come portiere è stato il classico numero uno degli anni sessanta, non molto alto fisicamente per il ruolo, ma agilissimo, un vero "gatto" come si diceva. Ha fatto una discreta carriera ma certo con qualche centimetro in più poteva aspirare alla massima categoria.

Come allenatore, naturalmente dei portieri, ha avuto un passato importante che lo ha portato a seguire i portieri in moltissime società italiane. Insomma è sempre stato battagliero ma anche corretto e per questo sempre apprezzato in ogni società che è andato a prestare la sua opera. Ora sta combattendo un'altra battaglia importante.

«Purtroppo da quattro anni - confessa Angelo Burò - sono stato aggredito da un tumore, un linfonodo al petto e sto combattendo questa battaglia che è la più importante, ma sicuramente non mi arrendo. So che sono sostenuto dai tanti amici che mi conoscono e mi vogliono bene e che ringrazio. Devo fare diverse terapie che mi mettono a dura prova ma ho anche il sostegno dei medici, in particolare la dottoressa Roberta Della Seta di Massa ed il dottor Piacentini di Carrara che ringrazio vivamente».

Con Angelo poi parliamo anche un po' di calcio.

«Ricordo le partite nei campionati giovanili dove giocavo con il Marina di Massa - lo ricordiamo anche noi per essere stati spesso avversari - e le battaglie sul campo Dina Delle Piane, poi giovanissimo sono stato acquistato dal Rosignano Solvay ( allora faceva la serie C). Quindi ho iniziato a girare per l'Italia giocando con squadre importanti ed alle dipendenze di tecnici importanti, vedi Aldo Puccinelli della Roma, ed ancora Carappellese per Lazio e Roma poi Balleri dell'Inter e Egidio Pandolfini della Fiorentina. In questa squadra nella categoria De Martino ho trovato Chiarugi, Galdiolo, Ferrante, Superbi ecc. Qualche anno dopo sono passato al Cagliari di Manlio Scopigno ed ero il terzo portiere dopo Albertosi e Copparoni. Ho avuto modo di fare grande esperienza con atleti come Riva, Cera, Martiradonna, Nicolai ecc. ».

Il Cagliari di Rombo di tuono insomma, quello dello scudetto e che portò sei giocatori in azzurro ai mondiali in Messico nel 1970.

«Poi - continua Burò - ho iniziato a giocare titolare nelle squadre inferiori cominciando dalla Scafatese e successivamente girando quasi tutta la Sicilia, dove ho passato molti anni con il San Cataldo, il Nissa, Siracusa, Enna, Akragas e Canicatti. Al termine di questo giro, dopo qualche anno, sono tornato in Toscana ed ho continuato a fare l'osservatore ed il procuratore come per Dante Bertoneri e tanti altri ragazzi».

Angelo Burò avrebbe continuato a fare questo lavoro, a seguire il calcio all'infinito perchè oltre al mare, che ama tantissimo, è la sua passione principale, ma il destino gli ha imposto uno stop che tutti sperano provvisorio. E tutti attendono di vederlo al più presto a bordo campo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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