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Caso crocefissi: «Benedetti chieda scusa»

Caso crocefissi: «Benedetti chieda scusa»

I lavoratori della casa di riposo Ascoli parlano di denigrazione gratuita e difendono il direttore

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MASSA. Tempesta in un bicchier d’acqua quella delle immagini sacre dalle pareti della Casa Ascoli. Ma non senza conseguenze. E dopo l’allarme del consigliere di Fi Benedetti e il chiarimento dei dirigenti della struttura («dobbiamo verniciare, abbiamo sgomberato le pareti», sono ora i dipendenti della Ascoli a farsi sentire. Per chiedere pubbliche scuse a Benedetti e per difendere il direttore Ermanno Biselli.

«Il desiderio di farsi pubblicità o di raccogliere qualche consenso nell'opinione pubblica hanno indotto il Consigliere Benedetti e la volontaria dell'Avo che lo ha coinvolto, a montare un caso inesistente e a falsificare la realtà», attaccano i lavoratori in una nota firmata da quasi tutti i dipendenti. Il modo più semplice per avere smentita di quanto affermato, proseguono «è venire all'Ascoli e verificare personalmente se le immagini sacre sono scomparse. Le porte sono sempre aperte». E poi: «Stupisce che la prima preoccupazione dei signori che hanno suscitato la polemica sia quella di contare il numero delle immagini sacre (per altro notevolissimo) all'Ascoli piuttosto che quello di avere a cuore la sacralità della vita degli anziani, la cura nella loro assistenza e il loro benessere personale.

La prima preoccupazione di tutto il personale sono l'attenzione e la cura, l'amore e la premura nei confronti degli ospiti, la gioia della condivisione della loro vita comunitaria. All'Ascoli c'è il massimo rispetto per i segni e l'assistenza religiosa e ha veramente del ridicolo e dell' inverosimile affermare il contrario».

I dipendenti accusano poi di “scorrettezza” Benedetti «che si è presentato in struttura senza avvisare presidenza e direzione e si è permesso di interrogare in modo inquisitorio il personale e di accusarlo di omertà. Vogliamop dare solidarietà alle colleghe colpite ingiustamente da questa accusa e anche al nostro direttore Ermanno Biselli, fatto oggetto di ridicole ed infondate accuse.Da quando ha iniziato il suo mandato tra di noi ha riportato non soltanto i bilanci in pari e aperto nuove iniziative ma soprattutto ristabilito un clima di serenità che ci consente di svolgere bene il nostro lavoro e di condividere un clima veramente famigliare con ospiti e parenti». Conclusione: «Sarebbe opportuno che Benedetti presentasse le proprie scuse per la denigrazione gratuita nei confronti di Casa Ascoli».

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