Il dolore
Vento e onde oltre 4 metri, il mare “mangia” ancora
Erose decine di metri di spiaggia: stabilimenti di nuovo a rischio ai Ronchi E a Partaccia riaffiorano persino le fondamenta di vecchi edifici
MARINA DI MASSA. Morsi violenti e ripetuti con cui il mare si porta via decine di metri di spiaggia. Su tutto il litorale, senza eccezione. Anche se le ferite più gravi le infligge ai tratti di costa - per continuare la metafora medica - già in cattiva salute: ko Ronchi e Partaccia.
Il vento forte alimenta la corrente, le onde superano i 4 metri e raggiungono le cabine: una mareggiata così non si vedeva da un annetto. Le strutture sono salve perché i balneari, previsioni meteo alla mano, corrono ai ripari: davanti a bar e verande alzano dune di sabbia di circa un metro. Dune che se non sempre vincono il mare, comunque ne rallentano la corsa e ne riducono la forza. Una mano - gli “uomini del mare” lo ammettono - la danno le opere antierosione già realizzate. Certo qualche aggiustamento è ancora da fare, ma dove ci sono funzionano. Lo conferma Luca Martini, presidente della Compagnia del mare, gli fa eco Stefano Gazzoli, il collega di Riviera Apuana: «Gli interventi anti erosione - Gazzoli entra nel tecnico - hanno determinato un apporto di sabbia e un conseguente innalzamento del fondale. E fondale più alto significa mare meno potente». Insomma - per tradurre l’equazione - le onde incontrano uno scalino, si “arricciano” e si infrangono al largo, quando arrivano alla battigia non sono violente. O lo sono meno. Così ieri l’acqua salata raggiunge le cabine, ma, di fronte alle dune alzate dai balneari, si arrende. Quasi sempre.
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Soffre comunque la zona di Ronchi, quella che negli scorsi anni ha fatto il conto con il crollo degli stabilimenti: «Lì i lavori sono stati fatti, ma la mareggiata ha comunque eroso pesantemente. Su quella zona - è la conclusione di Gazzoli - dobbiamo fare attente valutazioni per definire interventi correttivi». I concessionari di Delfino, Artemisia, Hermitage sudano freddo: il mare fa “il solletico” alle cabine. Se la passa male anche Partaccia. Marco Luccetti è il titolare del bagno Gelosia, è sul mare, con gli occhi puntati all’orizzonte, conferma che la mareggiata si è fatta sentire: «Ha mangiato - è la sua sintesi eloquente - ha mangiato davvero tanto e sulla riva si è formato uno scalino».
Morsi così grandi alla spiaggia che in quel di Partaccia sono comparse le fondamenta di vecchie case, edifici di 70 anni fa. È evidente, la zona è in emergenza, del resto che quel tratto di litorale abbia bisogno di opere importanti è assodato. Il progetto antierosione prevede, infatti, interventi anche tra il Frigido e il Lavello per una cifra complessiva di 11 milioni, ma da quelle parti non si è mai vista una ruspa: tutta la zona è in area Sin- Sir (sito di interesse nazionale prima e regionale poi). Insomma, per sollevare anche un solo granello servono complicate procedure. Ma il Comune su questo fronte lavora gomito a gomito con Firenze e i balneari, nella speranza del via libera definitivo, chiedono che sia delineato il progetto, condizione necessaria per passare alla fase B: i cantieri. Insomma Partaccia rischia grosso: le scogliere sono vecchissime, in parte sotto il livello dell’acqua e non ce la fanno più a fare il loro lavoro. Le mareggiate mettono a dura prova spiaggia, strutture e concessionari. Lo ha fatto anche quest’ultima.
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