Gioco
Screzi, sfottò e vandalismi s’infiamma la sfida dei falò
La condanna degli addetti ai lavori: scherni e scherzi dividono le due fazioni ma con questi atti la tradizione perde la propria anima e si tramuta in terrorismo
PONTREMOLI. Scintille nell’aria… e parlando di falò verrebbe da dire tutto regolare, ma in questo caso non ci riferiamo alle faville che illuminano con la loro danza il cielo pontremolese subito dopo che viene dato fuoco alla pira di uno due fuochi che si contendono la vittoria annuale, del tutto simbolica, di questa disfida che vede le due fazioni incendiare il proprio falò a due settimane di distanza l’uno dall’altro.
No, in questo caso le scintille sono da attribuire a tensioni e “dispetti” che rischiano di aizzare gli animi delle due fazioni e in particolare delle due “tifoserie”. Siamo sempre, è giusto ricordarlo, nell’ottica di una sfida che prevede, quasi per “contratto”, una sana rivalità che non risparmia sfottò, battute anche pesanti e scherzi, ma il rischio che qualcuno carichi troppo la mano c’è, e abbiamo avuto esempi anche nel recente passato.
Quest’anno sono stati segnalati episodi non edificanti già prima dell’accensione della pira di San Nicolò del 17 gennaio scorso. Infatti, pochi giorni prima, alcuni seguaci del patrono San Geminiano hanno effettuato un’incursione nella baracca dei fuochisti di San Nicolò collocata sotto il ponte Pompeo Spagnoli e l’hanno “sfregiata” pitturandola con i colori bianco e rossi simbolo della fazione dei “Zumian”.
Si trattava di una risposta a un’analoga scorribanda effettuata l’anno passato però a parti invertite. Gesto certo poco simpatico (soprattutto per chi lo ha subìto) ma sempre nel limite della gogliardia che in fondo crea pochi danni. Di ben altro spessore è stata la reazione da parte di ignoti che nel corso della nottata hanno abbattuto la baracca dei rappresentanti di San Geminiano sulle sponde del torrente Verde sotto il ponte della Cresa.
Ed è di pochi giorni fa un altro episodio sulla scia di queste scaramucce che stanno scaldando gli animi: a un fuochista di San Geminiano è stata dipinta, anche in questo caso da mani di ignoti, l’automobile dei colori biancoazzuri di San Nicolò.
Nei casi degli abbattimenti della baracca e dei danni all’automobile «non si tratta più di tradizione, goliardia o simpatici i dispetti – evidenzia Danilo Berton, portavoce di San Gemigniano – qui siamo di fronte a veri e propri atti vandalici».
«Gli scherzi tra le parti sono il pepe della sfida – sottolinea Gregorio Petriccioli del comitato del falò di San Nicolò – ma non sappiamo chi abbia agito devastando la sede dei fuochisti avversari. Se accerteremo le responsabilità della nostra fazione prenderemo provvedimenti».
Riccardo Sordi
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