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Nuovo Pignone, polemiche sui lavori

Nuovo Pignone, polemiche sui lavori

Il Gruppo Fratelli d’Italia insiste sulla valutazione di impatto ambientale: «Chiediamo garanzie»

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CARRARA. Il Gruppo Fratelli d’Italia, che ha rivolto un’interrogazione alla Regione, sul Nuovo Pignone, chiede garanzie ambientali e per la salute dei cittadini, a proposito degli scavi nell’area che lo stabilimento ha ad Avenza, nella zona retroportuale.

I lavori sono funzionali allo sviluppo delle attività nello yard del Nuovo Pignone in viale Zaccagna, dove sono già stati realizzati ed esportati via porto, cinque mega moduli destinati all’Australia.

Ma Fratelli d’Italia in Regione, solleva interrogativi sull’area e sugli interventi di cui è oggetto per le infrastrutture.

«Non c'è alcuna garanzia sull'inquinamento per gli scavi del Nuovo Pignone a Massa Carrara», sostengono il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione e candidato a governatore Giovanni Donzelli, insieme alla consigliera Marina Staccioli, in seguito alla risposta dell'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini ad una interrogazione sul tema.

«Nell'area non è stata effettuata alcuna Valutazione d'impatto ambientale, – dicono in ujna nota i due esponenti politici – nonostante si tratti di un sito di interesse regionale».

Inoltre, secondo gli esponenti di Fratelli d'Italia, l’Arpat («l'agenzia della Regione che dovrebbe effettuare le verifiche proprio a tutela dell'ambiente»), «avrebbe «effettuato un sopralluogo nel sito soltanto lo scorso 19 dicembre, dopo la nostra interrogazione e soprattutto dopo che i lavori di scavo erano già iniziati».

«Dalla risposta all'interrogazione - proseguono i due consiglieri regionali di Fratelli d’Italia - non abbiamo avuto alcun chiarimento rispetto ad un pericolo che continuiamo a denunciare con forza».

Esprimono infine dei dubbi sull’intervento di «palificazione che si sta effettuando», in relazione alle condizioni che ci potrebbero essere negli strati del terreno; e preoccupazioni per la falda acquifera. «Così come non sappiamo ancora quali materiali ci siano negli scavi, e dove saranno trasportate le terre. Finché non avremo elementi certi sulla situazione che potrebbe mettere a rischio la salute dei cittadini - concludono Donzelli e Staccioli - continueremo a fare le pulci su questo sito perché vengano rispettate le normative e soprattutto la tutela della popolazione locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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