Il Tirreno

 il processo

Lite in famiglia con coltello, giovane alla sbarra

L'ingresso del tribunale di Massa
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L'ingresso del tribunale di Massa

Botte alla convivente, di fronte alla figlioletta di sei mesi,  poi le minacce alla suocera, che reagì con una scarpata

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MASSA.Gli schiaffi, le spinte alla convivente, le botte con i parenti che intervengono a difenderla. E poi la lama del coltello che si avvicina pericolosamente al volto della suocera. Sono le drammatiche scene di una lite familiare avvenute nell’agosto del 2013 rievocate in tribunale davanti al giudice Cristina Ponzanelli. Imputato nel procedimento, per minacce e violenza, un giovane di Massa (di cui, così come di tutte le persone coinvolte non pubblichiamo il nome perchè nella vicenda è coinvolta una bambina).

È accusato di avere percosso la convivente, in presenza della figlioletta che aveva allora 6 mesi, fino a costringerla a ricorrere alle cure del pronto soccorso (con contusioni lievi, peraltro) e di avere puntato il coltello prelevato dalla cucina di casa al volto della suocera. La quale, a sua volta, aveva in precedenza preso a schiaffi il “genero”, colpendolo anche con una scarpa. Nello scontro tra congiunti, così è stato ricostruito in aula, erano intervenuti anche il padre della ragazza e il cognato, che avevano cercato di riportare la calma ma anche avrebbero a loro volta maltrattato e forse colpito il convivente.

L’aspetto curioso della vicenda è però che quando arrivò la polizia il giovane convivente era apparso agli agenti il più calmo di tutti, quasi pentito del gesto di avere minacciato la donna con il coltello. E ancora più strano (ma nelle relazioni sentimentali e familiari non infrequente) è che ancora oggi i due stanno insieme. Cosa che non ha evitato il processo.

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