Proteste
Lite e minacce in centro tre giovani a processo
CARRARA. Una storia di violenza ma anche, in fondo, di integrazione, quella rievocata ieri mattina in tribunale, davanti alla giudice monocratica Crisitina Monomarco durante un processo per lesioni e...
CARRARA. Una storia di violenza ma anche, in fondo, di integrazione, quella rievocata ieri mattina in tribunale, davanti alla giudice monocratica Crisitina Monomarco durante un processo per lesioni e minacce. Una vicenda in cui sono protagonisti due coppie “meticce”: i maschi stranieri extracomunitari, le femmine italiane, che potrebbe chiudersi con la remissione delle querele da parte dei cotendenti.
I fatti risalgono al marzo 2012 quando un giovane nordafricano, Ahmed El Roussa incrocia in vicolo dell’Arancio due connazionali e conoscenti: Rabia Ahmed e Atim Ben Meusa e la giovane italiana Alessia Corso. Va specificato che Ben Meusa e Alessia sono fidanzati e che la sorella di Alessia, Sara Corso è la compagna di El Roussa. I tre – questa è la ricostruzione dell’accusa – affrontano Ahmed e lo minacciano: «Se non lasci Sara, ti ammazzo, sei un figlio di putt...») gli grida in arabo uno dei due giovani uomini. Spunta anche un coltello, la “vittima” designata reagisce con un pugno e spintoni, scoppia una specie di rissa, poi tutti si allontanano. Finisce con querele reciproche e con l’imputazione di Rabia, Ben Meusa e Alessia Corso per minacce e lesioni.
Nell’udienza di ieri è stata ascoltata la parte lesa, ma gli avvocati stanno lavorando per una composizione della lite giudiziaria. Pare infatti, anche se ieri in tribunale non è stato possibile accertarlo, che i tre abbiano ritirato la precedente querela contro El Roussa, il quale si è detto a sua volta disposto a rimettere la sua accusa se questo verrà verificato.
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