Italia
«Aullesi danneggiati dal mio processo»
Lucio Barani: la città subirà un danno economicio maggiore a quelli causati dall’alluvione
AULLA. Il giorno dopo gli 11 rinvii a giudizio nel processo per l’alluvione del 25 ottobre 2011, che devastò Aulla e costò la vita a Claudio Pozzi ed Enrica Pavoletti, abbiamo cercato di contattare alcuni degli imputati, in particolare i rappresentanti della classe politica. L'imputato più illustre è sicuramente Lucio Barani, ex sindaco di Aulla e attualmente parlamentare, che affida la propria posizione a un lungo commento pubblicato sul suo blog e sulla sua pagina Facebook.
Appena assolto dalla Corte d'Appello di Genova per un'accusa di diffamazione in relazione a fatti avvenuti nella campagna elettorale per la poltrona di sindaco di Villafranca nel 2009, Barani in pochi giorni passa dalla gioia dell'assoluzione alla doccia fredda del rinvio a giudizio: «Sono chiaramente estraneo - scrive - alle cause dell’alluvione che ha colpito Aulla, come perfettamente sanno i cittadini, anch’essi vittime degli eventi di quel drammatico 25 ottobre. Nel corso dei miei mandati da sindaco, tutto è sempre stato fatto nel pieno e totale rispetto delle normative vigenti. Per di più, alcuni interventi specifici sono stati realizzati in piena sintonia con altri enti a vario livello territoriale. Sono deluso e sconcertato per questo rinvio a giudizio - prosegue Barani - dal momento che figuro tra gli imputati per delle fantomatiche ed inesistenti costruzioni nell’alveo del Magra. Basta guardare una qualsiasi aerofotografia per constatare come tra gli argini del corso d’acqua, risalenti al 1960, non vi sia alcuna costruzione più o meno recente nel territorio di Aulla».
Il parlamentare socialista, quindi, fa riferimento a un presunto danno economico «di gran lunga maggiore di quello avutosi con gli eventi alluvionali del 2011» che subirebbe Aulla: «Tutti i cittadini che hanno investito i propri risparmi nel proprio territorio, oggi si trovano a fare i conti con un danno di immagine senza precedenti. Sostenendo, infatti, l’esistenza di costruzioni in alveo, Aulla passa per una città non sicura, con le conseguenti ripercussioni di natura turistica, economica e commerciale, nonché di valore degli immobili, che ne derivano».
Completamente estraneo ai fatti contestatigli, si dichiara l'ex vice sindaco e assessore all'urbanistica del Comune di Aulla, Gildo Bertoncini, il quale si dice «contento per l'uscita dall'inchiesta dell'ex presidente della Provincia, Osvaldo Angeli», mentre a definirsi «ammareggiato e deluso» è l'ex assessore alla Protezione civile, Giovanni Chiodetti, il quale, comunque, afferma di nutrire fiducia nelle istituzioni e nella Magistratura, pur lasciandosi andare a un commento sconsolato: «Questa vicenda mi ha distrutto psicologicamente». Invece, è stato impossibile parlare con l'ex sindaco Roberto Simoncini, il cui cellulare ha squillato a vuoto. (g.u.)
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