A braccetto con i duemila islamici della provincia
Grande marcia della pace domenica: sfilano quattro comunità religiose Youssef Sbai: «Qui i musulmani sono bene integrati nel territorio»
MASSA. Quattro comunità religiose, cattolici, ortodossi-rumeni, islamici e metodisti, parteciperanno alla marcia della pace, organizzata per domenica primo febbraio a Massa.
Sarà una grande manifestazione, per la quale sono previste migliaia di persone, di diverse fedi, con un diverso modo di approcciarsi al loro credo, ma con un unico dio da pregare, nelle forme più svariate. Differenze che troppo spesso nella gente creano paure, poi il terrore fino a sfociare nella violenza, come è accaduto in Francia a Charlie Hebdo. Ma la marcia della pace non nasce da quell’episodio, era prevista da molti mesi, con l’obiettivo di superare le paure e i luoghi comuni, per costruire davvero un terreno di pace, che interessa a tutti, anche chi non crede. A spiegare il messaggio della marcia per la pace sono stati per i cattolici don Luca Franceschini, parroco della diocesi di Massa Carrara, per i metodisti-valdesi il pastore Christian Gysin, per gli ortodossi- romeni padre Armand Bratu e per la comunità islamica Youssef Sbai. Tutti insieme, con le loro diversità, a gridare l’idea di un punto di incontro tra i credi.
«Siamo di fedi diverse- inizia don Luca- e abbiamo dovuto capire prima tra di noi quali temi trattare e che linguaggio parlare, testimoni tutti che la mancanza di dialogo tra le religioni ha creato nei secoli solo morti e disastri. La novità sta nelle modalità con cui abbiamo deciso di unirci: scendiamo in strada a portare le nostre differenze, affinché non siano più motivo di scontro, ma di incontro tra gruppi etnici e religiosi».
«La pressione che abbiamo subìto dopo i fatti di Francia è stata imponente- commenta Youssef Sbai rappresentante della comunità islamica a Massa Carrara, che in provincia raccoglie circa 2000 persone- e abbiamo sentito ancora di più il bisogno di spiegare, di parlare, di farci conoscere. Gli incontri tra le nostre famiglie e quelle cristiane sono sempre esistiti e sono stati molto partecipati. Il nostro obiettivo come comunità islamica è stato sempre quello di insegnare ai musulmani che devono dimostrare a voi la voglia di appartenere al territorio in cui oggi vivono». Il pastore Christian Gysin rappresenta una comunità storica, nata 150 anni fa a Carrara, all’interno delle chiese evangeliche metodiste – valdesi, che ancora oggi raccoglie un centinaio di famiglie da generazioni metodiste: «Finché ognuno starà a casa sua, non ci sarà mai pace; le paure sono troppe, come l’incapacità di fare passi gli uni verso gli altri. E se non c’è pace, purtroppo, c’è guerra, sangue, morti, stragi. Non abbiamo molta scelta». Parla con l’interprete al suo fianco padre Armand Bratu, per la comunità dei rumeni ortodossi : «Non possiamo che essere contenti di questa iniziativa- dice- ci crediamo molto, come crediamo nella possibilità di punti di arrivo comuni tra le religioni, che superino diffidenze e tabù. Noi riempiamo le chiese del territorio con 70 fedeli ogni domenica, 600 per la Pasqua. Qui siamo stati accolti come fratelli».
La marcia della pace partirà domenica 1 febbraio alle 14,30 dalla stazione di Massa. Per tre ore i fedeli cammineranno a tappe fino ad arrivare in piazza Aranci dove si concluderà la manifestazione con i messaggi di pace di ogni comunità. Nel tragitto verranno distribuiti biglietti, scritti in diverse lingue, tratti dal Corano e dalla Bibbia, con insegnamenti comuni, una scrittura che cerca i punti di incontro e non quelli di scontro.
Manuela D’Angelo
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