Il Tirreno

Molestie dal medico, parlano le pazienti

Molestie dal medico, parlano le pazienti

In aula il racconto delle donne e dei loro familiari: «Dopo quella visita mia figlia non è più la stessa»

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LICCIANA. È in evidente imbarazzo, l’imbarazzo di chi deve raccontare pubblicamente, in un’aula di tribunale, quanto attiene alla sua sfera più intima. Poi si fa coraggio e ricostruisce la scena: è il luglio del 2013, è preoccupata, da qualche giorno ha notato una strana secrezione al seno. Vuole vederci chiaro e prende appuntamento negli ambulatori gestiti dall’associazione Il Faro, a Terrarossa, la visiterà il dottor Ermanno Ghio, professionista spezzino di 55 anni. Ma quella visita - stando al racconto della giovane - non va come si aspetta: il medico “allunga” le mani, le tocca il seno e - aggiunge - tenta di leccarle il capezzolo. Lei esce dall’ambulatorio sconvolta, la madre l’attende in sala d’aspetto e si accorge subito che qualcosa non va: è nervosa, scostante, non risponde volentieri alle domande. Ci impiega qualche ora per prendere coraggio, poi confida tutto al fidanzato e ai familiari. Ma da quel giorno non è più la stessa. Lo confermano, in aula, ieri mattina, i suoi genitori: ai giudici Giovanni Sgambati (presidente del collegio), Elisabetta Congiusta e Sara Farini descrivono una ragazza «serena, allegra, con buoni risultati nello studio che, dopo quanto accaduto nell’ambulatorio, fa i conti con crisi di panico la notte, pianti improvvisi, difficoltà nello studio, tanto da essere costretta ad assumere farmaci».

Un episodio, insomma, che avrebbe alterato il suo equilibrio psichico, ma che non le ha sottratto il coraggio per bussare alle porte dei carabinieri e denunciare. Raccolta la denuncia, il tenente Rosa Sciarrone avvia le indagini, braccio a braccio con il pubblico ministero Alessandra Conforti. E altre donne si fanno avanti. Una di loro è in aula, ieri, come testimone: anche lei riferisce di aver vissuto momenti imbarazzanti con il dottor Ghio, nel 2010.

Lo sfondo è simile a quello raccontato dalla parte offesa (la giovane denunciante si è costituita parte civile insieme ad un’altra paziente): un controllo senologico negli studi di Terrarossa. La donna- così ricostruisce ai giudici - ha timore per un linfonodo che nota tra il collo e il seno, il professionista verifica, poi le chiede di controllare anche l’inguine: «Mi è parso normale, so che anche in quella zona ci sono linfonodi, solo - e arriva al clou - che mi è stato chiesto di abbassare le slip e il dottore mi ha toccata nelle parti intimi, facendomi delle avances esplicite». La donna lo allontana con decisione e va a casa sconvolta: a farsi visitare da quel medico non torna più. Tre anni dopo, legge sulle cronache che il dottor Ghio è accusato di aver molestato alcune pazienti. È allora che si fa avanti, fino alla testimonianza di ieri, in aula: i giudici ascoltano le pazienti e i loro familiari, vogliono capire se gli atteggiamenti di Ghio, accusato di violenza sessuale, abbiano inciso sulla fera psicologica.

Nelle prossime udienza saranno ascoltati i testimoni della difesa: il medico respinge tutte le accuse. E conta di dimostrare la sua innocenza.

Chiara Sillicani

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