Sicurezza
«I veri responsabili non sono in Tribunale»
AULLA. I fatti dell’alluvione del 25 ottobre 2011 approdano nelle aule di Tribunale di Massa lo scorso 23 settembre. Ma a rilento. Infatti comincia subito con un rinvio l’udienza preliminare per il...
AULLA. I fatti dell’alluvione del 25 ottobre 2011 approdano nelle aule di Tribunale di Massa lo scorso 23 settembre.
Ma a rilento. Infatti comincia subito con un rinvio l’udienza preliminare per il disastro che colpì Aulla ormai più di tre anni fa.
Uno degli imputati eccellenti, l’ex sindaco e parlamentare Lucio Barani, è impegnato in Parlamento per la nomina dei giudici del Csm: tutto è rimandato al successivo lunedì (29 settembre.
In aula, il pm Rossella Soffio ha provato a dare un’accelerazione sostenendo che Barani avrebbe potuto partecipare all’udienza e poi, subito dopo partite per Roma. Ipotesi rigettata dalla difesa del parlamentare (gli avvocati Corradino e Carabelli): «Nemmeno con un jet privato parcheggiato fuori dal tribunale avrebbe fatto in tempo».
In seguito si registra poi il lunghissimo intervento del senatore Barani che aveva promesso: «Parlerò in aula per quattro ore di fila».
Invece le ore furono ancor di più e Barani andò giù duro, prendendo posizione e distanze da tutti, partendo da lontando e cioè da quando era lui stesso il sindaco della città alluvionata, ma facendo riferimenti anche a periodi antecedenti e successivi al suo «governo» durato una dozzina d’anni e terminato nel maggio 2004 quando venne eletto sindaco di Aulla il suo allora pupillo, Roberto Simoncini.
Barani «ripiegò» su Villafranca dove, nello stesso giorno di Simoncini, vinse le amministrative.
Tornando alla sua apparizione davanti al gup, Barani disse: «Spiegherò tutto: io so bene come sono andate le cose». In aula Lucio Barani parlò per sei lunghe ore nelle quali spiegò punto per punto come e dove venne costruita Aulla, i limiti degli argini, le denunce, i problemi fino alla tragedia dell’alluvione. Tutto raccolto in pesanti faldoni e una grande planimetria della città. «I veri responsabili di questa tragedia non sono stati chiamati a risponderne in tribunale», le sue parole davanti al gup.
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