CARRARA. Consiglio comunaledi Carrara rinviato al 5 febbraio prossimo: il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni prende le distanze dall'amministrazione e accusa la giunta di mettere in difficoltà l'assise. E sullo sgombero dei presidianti dalla sala di rappresentanza comunale, avvenuto il 27 scorso, attacca: «Ho saputo tutto a cosa fatta». Sono parole pesanti quelle che usa Luca Ragoni per commentare, a caldo, la notizia del rinvio della seduta del consiglioche era stata fissata per il 29: questa decisione, insieme allo sgombero dell'Assemblea permanente nella Giornata della Memoria, sembrano aver rappresentato per il presidente del consiglio, le classiche gocce che fanno traboccare il vaso. Ma andiamo con ordine. Ragoni ha recapitato ai Capigruppo la richiesta del Sindaco di rinviare l'assise: la questura, secondo il resoconto del presidente ai capigruppo, avrebbe sconsigliato il primo cittadino di tenere l'assise, per ragioni di ordine pubblico riconducibili allo sgombero di martedì 27. Con l'avallo della maggioranza dei capigruppo, la seduta è stata rinviata così al il 5 febbraio. Nel commentare la vicenda, Ragoni ha definito il rinvio «l'ennesimo sacrificio che viene chiesto al consiglio comunale, l'unica istituzione che finora ha sempre messo la faccia davanti alla città». Il presidente confessa di essere «in difficoltà» perché «pur avendo sempre cercato l'equilibrio tra assise e giunta» rileva «una mancanza di rispetto dell'amministrazione verso il consiglio». Tra gli esempi citati dallo stesso Ragoni, la decisione di sgomberare l'Assemblea proprio nel giorno della Memoria: «Noi eravamo tutti a Massa, abbiamo appreso la notizia a cosa fatta» ha raccontato il presidente, che all'elenco delle lamentele aggiunge la cancellazione di interrogazioni e interpellanze dalle ultime sedute. «L'amministrazione deve metterci nelle condizioni di lavorare» ha reclamato l'esponente del Pd, che anche sul rapporto con l'Assemblea Permanente sembra prendere le distanze dal primo cittadino. «Ho sollecitato il Sindaco ad attivarsi per mettere a disposizione dell'Assemblea Permanente la Sala del San Giacomo, per la giornata del 30 gennaio» annuncia Ragoni, aggiungendo quella che sembra l'ennesima patata bollente nelle mani del sindaco Angelo Zubbani. I presidianti, avevano presentato domanda per la Sala di Rappresentanza che però per qualche giorno sarà in agibile, per un intervento di pulizia e sanificazione "post occupazione". E intanto si scatenano le reazioni: da Legambiente ai Verdi, arrivano dure critiche al provvedimento e alla sua tempistica mentre ai "presidianti" viene riconosciuto il merito di aver lanciato proposte interessanti per il bene della città. |