Il Tirreno

Città messa in ginocchio da acqua e fango

Città messa in ginocchio da acqua e fango

Alle 17,30 del 25 ottobre 2011 il Magra esonda e allaga le centralissime vie Lunigiana e Resistenza

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AULLA. La Procura di Massa-Carrara ha rinviato a giudizio 11 persone tra amministratori, dirigenti e tecnici comunali per l’alluvione che devastò la Lunigiana, e in particolare la zona di Aulla il 25 ottobre 2011.

Per loro le ipotesi di reato sono omicidio colposo e disastro colposo, visto che il mostro di acqua e fango che invase Aulla uccise due persone, devastando scuole, e case popolari, negozi e trascinando via centinaia di auto e mettendo a rischio la vita di decine e decine di persone.

Una tragedia autentica, che ha cambiato (in peggio) la vita di centinaia di persone e che ha provocato una distruzione mai vista dopo la seconda guerra mondiale.

Nel mirino della Procura, in particolare, vi sono i permessi rilasciati per permettere di costruire anche nelle aree golenali del Magra; inoltre, è emerso che a collassare il 25 ottobre 2011 sarebbe stata la cassa di espansione della Chiesaccia di Villafranca: non sarebbe stata collaudata, eppure quel giorno era aperta.

Aulla venne colpita dalla valanga d’acqua riversatasi nel Magra dal vascone e dai 300mila metri cubi di acqua piovuti in poche ore.

Infine, il sistema di Protezione civile non avrebbe funzionato e il Comune avrebbe avuto un comportamento non all’altezza della situazione.

Tutto iniziò poco dopo le 17,30 di martedì 25 ottobre, quando le strade della città erano piene di gente che, malgrado una pioggia insistente caduta per tutto il pomeriggio, stava svolgendo le attività di tutti i giorni o, addirittura, fecendo shopping nella strada con più negozi, ossia quella via Resistenza che, in pochi minuti, si trasformò da salotto buono della città, in una mare di acqua e fangosa che salì fino al primo piano dei tanti condomìni che si affacciano su di essa, distruggendo tutto, trascinando via centinaia di auto, molte delle quali poi ritrovate nel Magra, mietendo vittime e causando ferimenti e tantissimo spavento.

Era quasi buio, che però divene totale quando saltarono le linee elettriche e poi quelle della telefonia. In un attimo Aulla piombò in pieno Medioevo.

La situazione, al momento, non parve così terribile come invece appurato la mattina dopo, con un sole irreale che splendeva su una città in ginocchio.

Fabrizio Palagi

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