Sicurezza
Accusato di violenze sulla bimba, assolto padre quarantenne
Il papà era stato denunciato da una maestra d’asilo di sua figlia ed era finito a processo Ma per i giudici il fatto non sussiste, ora dopo anni l’uomo rivedrà la sua piccolina
MASSA. Cinque anni di inferno, cinque anni in cui non soltanto non ha visto la sua bambina, ma ha vestito i panni del mostro. L’orco: il padre che offende e tradisce la cosa più importante che ha. Accusato di aver ripetutamente abusato della sua bambina che all’epoca dei fatti aveva soltanto 4 anni.
Lui, massese di 40 anni, ha sempre ribadito la sua innocenza, ha gridato tutto il suo amore per la figlioletta e i giudici gli hanno creduto: Fabrizio Garofalo, Sara Farini e Fulvio Biasotti hanno pronunciato la sentenza di assoluzione. Scagionato completamente: il fatto - questa la fatidica frase pronunciata in aula - non sussiste.
Epilogo (sempre che la madre della piccola non pensi all’appello) di una vicenda cominciata nel 2009 con una separazione. Marito e moglie non stanno più bene insieme, decidono, di comune accordo, di lasciarsi. A mantenere un legame indissolubile tra loro c’è una bambina, di soli 3 anni. Le cose, però, si complicano: la ex moglie chiede di modificare le condizioni della separazione e in quella sede - stando alla ricostruzione dei legali - insinua che qualcosa nel rapporto tra la bimba e il papà non vada nel verso giusto. Già nel 2009, infatti sulla piccola viene disposta una perizia, ma per gli psicologi la piccolina sta bene.
Nel 2010, però, le insinuazioni della madre prendono la forma della denuncia: non è lei a sporgerla, ma una maestra d’asilo della bambina. L’insegnante rileva segni di disagio, paure, fragilità e decide di rivolgersi alla forze dell’ordine. Teme che la sua alunna sia vittima di abusi tanto che l’accompagna anche al pronto soccorso: i medici la visitano, ma non rilevano - ribadiscono in aula gli avvocati della difesa - nulla che faccia presumere una violenza. La denuncia c’è, però, e la giustizia si muove: il fascicolo è nelle mani di Alessandra Conforti. Scatta la seconda perizia che suffraga l’ipotesi della procura e il padre finisce a processo con una delle accuse più infamanti: abusi sulla bimba di 3 anni.
L’uomo, difeso dagli avvocati Maria Grazia Menozzi e Giuseppe Rizieri Brondi, proclama la sua innocenza. Anche davanti ai giudici: udienze delicatissime e a porte chiuse (a tutela della minore). La piccola viene ascoltata, con il sostegno degli psicologi, in incidente probatorio (per chiarire: in ambiente protetto e fuori dal tribunale, ma le sue dichiarazione hanno valore di prova costituitasi in udienza).
Martedì la sentenza che assolve con formula piena il padre della bimba: adesso, superata la priva più difficile, l’uomo punta a ricostruire un rapporto con la figlia. Da anni, infatti, nonostante abbia sempre mantenuto la patria potestà, non la vede.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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