Finanza
Sindacati verso lo sciopero generale
Oltre 1.000 cassintegrati, Cgil, Cisl e Uil in “stato di agitazione” chiedono «maggiore competitività»
MASSA. Non c’è più tempo per i cassaintegrati della provincia di Massa Carrara, per la reindustrializzazione del territorio, per reperire finanziamenti, per mettere insieme politicamente tutti i soggetti che dovrebbero far ripartire l’economia. È un grido di dolore, ma anche un monito a fare presto, quello sollevato da Cgil, Cisl e Uil, insieme per convocare l’attivo dei quadri, venerdì (il 30) nella sala Bic all’ex Dalmine,luogo simbolo del fallimento delle politiche industriali.
Andrea Figaia, segretario provinciale della Cisl, Paolo Gozzani della Cgil e Moreno Guelfi della Uil si preparano a presentare una piattaforma di idee e obiettivi, a cui sperano aderiranno tutti, dalle istituzioni locali, fino a quelle nazionali. E sono invitati anche cittadini e semplici lavoratori. La posta in gioco è troppo alta: «5.000 posti di lavoro persi dal 2007, la metà solo negli ultimi due anni- inizia Gozzani- ; 1.000 cassaintegrati per i quali a breve scadrà qualsiasi sostegno al reddito e una zona industriale colabrodo, tra aree da bonificare, aree in crisi, opzionate, sottoutilizzate o troppo care sul mercato». Si citano solo gli esempi più eclatanti: «Gesco, Sintech, Bario, Eaton, Global, ex Dalmine, Rumianca e Farmoplant- continua Gozzani- ; non possiamo più permetterci di avere zone in queste condizioni».
«Poco competitivi sul mercato- commenta Figaia- con aree che costano 250 euro al metro quadrato e che solo qualche km fuori provincia vengono vendute ad 80; ma c’è anche tutta la partita della nostra coesione come territorio e della capacità che abbiamo di diventare interlocutori con la Regione; a volte penso che di noi non ne parlino né a Firenze, né tantomeno a Roma; scontiamo da anni il fatto di non avere un’unica voce, una visione univoca. Guardiamo agli altri territori della Toscana e vediamo che ognuno è riuscito a portare a casa risorse e finanziamenti per centinaia di milioni di euro. Siamo pronti a tutte le più svariate forme di lotta».
Il 19 gennaio si è svolto l’ultimo tavolo istituzionale a cui ha partecipato anche la Camera di Commercio, i sindaci sia di costa che di Lunigiana, la provincia e i parlamentari del territorio. «Noi proponiamo poche cose ma chiare- dice Guelfi della Uil- che si attivino anche per noi i finanziamenti necessari alla ripartenza, che ci trattino allo stesso modo degli altri territori regionali. Vogliamo conoscere i nostri alleati». Venerdì sarà un importante punto di partenza: da lì si svilupperanno tutte le idee da portare fino al ministero dello Sviluppo economico il prossimo 10 febbraio, per bocca dei parlamentari apuani che verranno ricevuti dal sottosegretario De Vincenti. Poi, potrebbe di nuovo sentirsi parlare di sciopero generale.
Manuela D’Angelo
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