Sicurezza
Rincarano le bollette, acqua più salata
Nell’incontro a Terrarossa le motivazioni di Gaia: scompenso di fatturazione causato da tariffe invariate dal 2005 al 2009
LICCIANA NARDI. Incontro tra cittadini e amministrazione sulle partite pregresse di Gaia, nella sala congressi del Castello di Terrarossa.
Un’assemblea partecipata dalla popolazione a cui hanno presenziato Paolo Peruzzi, direttore generale di Gaia, e Nicola Bertoni ragionere capo nella ditta. Si è cercato di eviscerare la natura delle partite pregresse: come queste siano state generate e che impatto abbiano sulla tariffazione che verrà inviata ai singoli utenti.
Una nuova voce in bolletta: che cos’è una partita pregressa? Sostanzialmente si tratta di un conguaglio tariffario che viene riconosciuto al gestore dall’Autorità idrica toscana, l’ex Ato tanto per capirci, e che si sviluppa su direttive dell’Autorità Nazionale. Questo adeguamento deriva dalle analisi effettuate che riguardano gli investimenti sostenuti in questi anni, le spese di gestione, dei mutui pendenti e del ricavi dello stesso. Non sono quindi conguagli sui singoli consumi fatturati,ma importi dovuti al Gestore che non sono mai stati esigiti nel corso di questi anni.
E qui si apre una domanda piuttosto legittima: come si è potuti giungere a questo punto? Innanzitutto bisogna spiegare che Gaia è un soggetto pubblico che recepisce le istanze politiche dell’assemblea dei sindaci rappresentanti i territori in cui agisce l’azione della società. L’impresa, nel periodo tra il 2005 e il 2009, non ha aumentato le tariffe, che si basano essenzialmente sui costi sostenuti dalla stessa per mantenere in funzione la rete idrica e sui progetti migliorativi, determinando uno scompenso tra fatturazione ed esposizione a bilancio. Uno scompenso che si è attestato intorno ai 42 milioni.
Con la deliberazione del 6 dicembre del 2011 l’ex Aato ha decretato la regola di collegare i conguagli sui ricavi al pagamento sui ricavi al pagamento da parte del gestore del debito pregresso nei confronti dei Comuni che hanno sostenuto le spese per l’adeguamento al posto di Gaia. Riassumendo non aumentando le tariffe durante quei cinque anni sopraccitati non è stato possibile garantire una corretta efficienza nella gestione, mettendo in difficoltà finanziarie quegli stessi enti che si sono esposti economicamente per mantenere inalterato il servizio idrico.
Dal 2012 si è poi stabilito che non sia più possibile effettuare partite pregresse per un periodo così lungo, stabilendo un massimo di due anni per il loro recupero. Cosa cambia in bolletta. Per l’anno 2014 Gaia dovrà recuperare 7 milioni di euro che verranno introdotti in bolletta aumentando la tariffa di poco più di 30 centesimi al metro cubo per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione.
L’ammontare delle partite pregresse sarà quindi proporzionale al consumo di ciascun utente. La cifra totale sarà ripartita in una serie di tranche tra il 2014 e il 2018 in questa maniera: 13 milioni nel 2015, 8 nel 2016, 10 nel 2017 e 2,3 milioni nel 2018. I cittadini hanno però fatto sapere nel corso dei vari interventi che non ci stanno a pagare questa cifra visto che a loro modo di vedere, tale cifra non sarebbe imputabile a loro quanto alla società che doveva in tempi e modi precedenti ricorrere a modalità di ripianamento di tali crediti vantati dai vari enti comunali. Sono state fatte anche osservazioni sulle mancanze della stessa ditta sia per quanto riguarda la manutenzione che per i depuratori in alcuni casi non funzionanti, sviste ed errori plurimi per quanto riguarda le bollette. Una manchevolezza che ha generato più di un malumore. All’orizzonte si profila una battaglia tra gli utenti e Gaia, i quali non vogliono allinearsi a una tariffazione che li vedrebbe svantaggiati, tutto a vantaggio di una centrale dei privilegi, come l’hanno più volte definita.
Cristiano Borghini
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