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Morì nel camion sulla via di cava: rampa sott’accusa
Per i legali del trentaduenne la strada di accesso ai bacini non era in regola. Opposizione all’archiviazione del caso
CARRARA. Morì precipitando con il camion da un tornante di cava a 32 anni, dopo un volo di trenta metri, durante il suo viaggio di prova nel bacino di Lorano, nel settembre scorso.
Adesso i legali del padre di famiglia albanese Lurand Llanaj, chiedono alla Procura di non archiviare il caso e di indagare su quelle rampe di cava dove si è spezzata la vita di Yuri. Che, secondo gli avvocati, non sarebbero state a norma.
L'opposizione alla chiusura delle indagini avanzata dai legali di Studio 3A - società specializzata nella responsabilità civile incaricata dalla famiglia del giovane albanese subito dopo la sua morte - era stata mossa lo scorso novembre quando i legali hanno depositato una memoria, con allegate prove fotografiche, che attesterebbero - stando a quanto da loro sostenuto - l'inadeguatezza delle rampe di accesso alle cave di Torano.
«Auspichiamo che le indagini sulle condizioni nelle quali si è verificata questa tragedia possano continuare - ha commentato l'Amministratore delegato di Studio 3A, Ermes Trovò - è doveroso fare luce sulle responsabilità oggettive, anche per evitare che episodi come quello costato alla vita al giovane Lurand non possano più accadere».
I legali, su disposizione della famiglia del trentaduenne morto, hanno deciso di andare avanti con la richiesta formale, di non archiviazione, già presentata in Procura. E i tempi, adesso, sono davvero molto stretti.
Il 3 febbraio si decide sull’archiviazione. Intanto c’è una data certa: il prossimo 3 febbraio si riunirà la Camera di Consiglio presso il Tribunale di Massa per decidere rispetto alla richiesta di archiviazione mossa dal Pubblico Ministero.
E per Yuri, così lo chiamavano tutti quelli che lo conoscevano, c’è già un dossier in Procura. Per non fare archiviare il caso. Si tratta di un dossier di foto che dimostrerebbero i lavori di allargamento e di risistemazione proprio delle rampe di cava. Lo hanno depositato i legali lavori che sarebbero partiti, secondo i legali, dopo l’incidente che è costato la vita al trentaduenne albanese.
La vicenda. Una stragedia del lavoro, avvenuta in un giorno in cui il lavoro era fermo. Yuri voleva farsi trovare preparata e così sabato 6 settembre scorso fece un giro di prova. E perse la vita mentre con il suo camion effettuava un trasporto di detriti sui tornanti micidiali delle cave, precipitando a Lorano nel bacino delle cave di Torano a Carrara.
Il camion, scarico, stava salendo i ripidi tornanti e ad una curva a gomito e si è spento. Lurand ha cercato di rimetterlo in moto il suo mezzo, su cui viaggiava con a fianco un collega che è riuscito a mettersi in salvo buttandosi giù dalla portiera, ma l'operazione non è riuscita e il tir è indietreggiato, poi ha scarrocciato ed è precipitato nella scarpata sottostante.
Un volo di una trentina di metri che non ha lasciato scampo all'autista albanese rimasto schiacciato nella cabina di guida. Il giovane morì sul colpo lasciando nel dolore i genitori, il fratello, la moglie.
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