Lutto
Scuola incompiuta ad Aulla Il Comune restituisce i soldi
Pur con fondi stanziati Quartiere Gobetti attende dal 2011 la messa in sicurezza La sindaca Silvia Magnani sulla Materna mai finita: è in una zona pericolosa
AULLA. Ci sono due opere pubbliche incompiute nel Comune di Aulla nell'elenco stilato dal Ministero delle infrastrutture.
Si tratta della messa in sicurezza dell'abitato nel quartiere Gobetti (per proteggerlo dalle piene del torrente Aulella) e della realizzazione della nuova scuola materna intercomunale fra viale Lunigiana e via Resistenza ad Aulla capoluogo, nelle immediate vicinanze del parco della Camilla.
Per quanto concerne la messa in sicurezza di quartiere Gobetti, è stato stanziato un milione e 100mila euro, ma della messa in sicurezza non vi è traccia.
A spiegare che cosa è accaduto è il sindaco di Aulla, Silvia Magnani: «Le opere sono state appaltate nell'estate del 2011, i lavori iniziati e subito sospesi sono rimasti fermi in attesa del progetto, mai concluso, di un secondo lotto. L'amministrazione comunale sta lavorando da mesi per garantire al quartiere un intervento di messa in sicurezza in tempo di ritorno duecentennale conforme ai più recenti studi idraulici».
La seconda illustre incompiuta è la nuova scuola materna intercomunale fra viale Lunigiana e via Resistenza ad Aulla capoluogo, nelle immediate vicinanze del parco della Camilla, della quale è presente soltanto il lugubre scheletro di cemento armato in stato di abbandono. Un edificio per il quale sono arrivati, secondo il Ministero delle infrastrutture, 746mila euro.
«Stiamo restituendo i soldi che aveva erogato come contributo la Regione Toscana - illustra Silvia Magnani - e alla fine questo edificio diventerà di proprietà comunale e vedremo come usarlo. Il problema è che la struttura, molto vicina all’argine del fiume che attraversa la città, si è trovata coinvolta nell’alluvione del 25 ottobre 2011. Da qui la decisione di delocalizzarla in un’altra area più sicura. La prima conseguenza è che la Regione Toscana ha chiesto di riavere indietro il contributo di 460mila euro, cosa che, come dicevo, stiamo facendo. Per quanto riguarda l’edificio, stiamo, quindi, attendendo la messa in sicurezza dell’argine. Alla fine rimarrà di nostra proprietà e ne decideremo la destinazione» conclude Silvia Magnani.
Da sottolineare che il censimento delle opere pubbliche incompiute è stato condotto dal Ministero delle Infrastrutture. Grazie a questo si scopre che in Italia ci sono almeno 693 strutture iniziate e mai completate, per una spesa totale che che supera i tre miliardi di euro, e che, cosa ancora peggiore, per recuperarle serve almeno un altro miliardo e mezzo, con il Lazio in testa alla classifica con 82 progetti da completare, comprese le famose vele di Calatrava, nella Città dello sport, alla periferia di Roma, che dovevano essere pronte per i Mondiali di nuoto nel 2009.
Venendo alla Toscana, le opere incompiute nella nostra Regione sono ben 43, per un importo complessivo degli interventi, in base al quadro economico ufficiale, di circa 96 milioni di euro e una stima, per l’eventuale completamento, che ammonta a 16 milioni.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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