Il Tirreno

Ordine della Provincia: «Tenete pulite le strade»

Ordine della Provincia: «Tenete pulite le strade»

Ordinanza obbliga i confinanti a fare manutenzione dei terreni e delle acque e a rimuovere rami e tronchi. Multe fino a 500 euro a chi non si mette in regola

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MASSA. Hai un terreno e lo lasci incolto? Beh, ti conviene aprire la cantina, accendere il decespugliatore, tirar fuori le cesoie da siepe e metterti al lavoro. Perché se non lo fai e rami e cespugli finiscono sulle strade provinciali, beh potresti ritrovati a fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con una bella multa. E rischiare di doverti sfilare dal portafoglio - così prevede il codice della strada - fino a 500 euro.

È l’altra parte della medaglia: il cittadino si lamenta perché gli enti non hanno cura di strade, arredo urbano e verde. E gli stessi enti replicano che anche il cittadino spesso si tira indietro e “dimentica” compiti e doveri. A ricordarglieli, quindi, ci pensa un’ordinanza provinciale pubblicata in albo pretorio il 23 gennaio: chi ha un terreno (di proprietà, in affitto o in gestione) a bordo strada deve tagliare tutte le piante a confine con la via (entro una fascia minima di 6 metri). Tanto più se, come spesso capita, il fogliame copre segnali stradali o semafori. Non soltanto, se foglie o rami finiscono sull’asfalto, tocca al proprietario del terreno rimuoverli e ripulire.

Capitolo a parte, la regimazione delle acque: garantire una corretta canalizzazione nelle aree private - spiega la Provincia - evita un eccesso di acque lungo le vie in caso di pioggia, con rischi per pedoni e automobilisti. Per mettersi in regola, Palazzo Ducale concede 30 giorni (dalla data di pubblicazione in albo dell’ordinanza) dopodiché, senza alcun preavviso, i proprietari si ritroveranno una multa in cassetta della posta. Gli interventi, per evitare disagi, devono essere decisi di concerto con gli uffici provinciali. Quella di Palazzo ducale non è la prima ordinanza di questo tipo: anche il Comune ne ha emessa una identica. Come identiche sono le sanzioni previste. Atti volti - dopo i terribili eventi alluvionali con cui ha fatto i conti il territorio - ad evitare un aggravamento di una già esistente fragilità idrogeologica.

Senza dubbio interventi di questo tipo non potrebbero essere eseguiti dagli enti pubblici, meno che mai dalla Provincia. E non soltanto perché pulire le aree private spetta ai proprietari, ma anche perché Palazzo ducale, in piena riforma Delrio, certo non ha le risorse economiche per far fronte a potature e sfalci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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