Il Tirreno

«Hanno condannato a morte il territorio»

«Hanno condannato a morte il territorio»

Barani inizia a gamba tesa la campagna elettorale: il nostro candidato? Dico solo che sarà un uomo

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VILLAFRANCA. Mancano poco più di quattro mesi alle elezioni, ma Lucio Barani scalpita e dà avvio a quella che si potrebbe chiamare l’inizio di una campagna prelettorale.

E’ un Barani agguerrito quello che si presenta, insufflando sulle braci della polemica e dell’agone politico come sono lui sa fare.

Parte con una critica all’amministrazione attuale asserendo che mentre «il mio palazzo comunale era di vetro – afferma l’onorevole – quello attuale è un palazzo chiuso dove tutte le decisioni sono presi nella sede del Pd o nelle canoniche».

Un approccio poco soft quello con cui inizia e che prosegue su quelle che secondo lui sono state le mancanze «Dalle scuole iniziate da me sino al golf altro non hanno fatto che portare avanti progetti iniziati dalla mia amministrazione. Non si è sviluppato la possibilità di avere una risorsa come quella dell’acqua, che un provvedimento del Ministero della Salute aveva giudicato potabile, precludendo la possibilità di sviluppo di una filiera dell’imbottigliamento e centri termali che sfruttassero tale risorsa».

«Durante questi periodi di crisi - aggiunge Barani - il settore che ha retto di più è stato quello del turismo basato sulle cure termali, un’occasione persa. Come sono andate disperdendosi i vantaggi che potevano derivare dal casello autostradale e dalla creazione del centro commerciale della Mercatone Uno. Quest’ultimi avevano già speso più di un milione di euro in progettazione».

Una dura critica che coinvolge anche il tessuto economico del comprensorio giungendo ad affermare che Villafranca «è una città morta sotto l’aspetto produttivo, dove non si costruisce più, perdendo il valore al metro quadro che le case avevano guadagnato durante il mio mandato». Il ruolo che andrà a ricoprire non sarà più quello di candidato, ma sarà il trequartista su cui si convoglieranno le forze per una lista e un candidato che possa correre in questa sessione elettorale.

«Lista e candidato ci sono già, posso solo affermare che il nome intorno a cui si coagulerà la squadra sarà un uomo. Noi abbiamo la ricetta, abbiamo la cura, se la cittadinanza ci sosterrà in questa nuova esperienza potremmo metterla in essere. La stessa squadra sarà un mix tra esperienza e gioventù che possa risultare competitiva. Io stesso quando diventai sindaco ad Aulla non ero ancora formato, non voglio fare ripetere tale esperienza. Bisogna capire che non si può fare politica in un ufficio, ma ci vogliono connessioni sia a livello regionale che provinciale per fare funzionare la macchina amministrativa».

Se si chiede se c’è uno spiraglio che la frattura tra le due forze si possa ricomporre afferma che «c’era anche Bellesi a condannare a morte questo territorio. Se una persona però ammette i suoi errori, come insegna la cristianità dove c’è pentimento c’è anche perdono».

Insomma non le manda proprio a dire l’esponente del Gal Lucio Barani, anzi cerca di eviscerare quelli che sono i contenuti, e quindi gli antipasti di una campagna elettorale che si presenta già rovente sin dalle prime battute.

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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