Il Tirreno

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Ex Mattatoio, 35 nuovi alloggi popolari

Chiara Sillicani
L'area ex Mattatoio a Massa
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L'area ex Mattatoio a Massa

Ad aprile il via ai cantieri: i primi lavori allo stabile che già ospita il nuovo - e finora inutilizzato - asilo nido comunale

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MASSA. In tempo di crisi, portafogli vuoti e mutui con il contagocce, la notizia è di quelle che ti fanno sobbalzare: 35 case popolari, a due passi dal centro città. Ventidue nuove di zecca, tredici “figlie” di ristrutturazione di stabili esistenti, ma inutilizzati. Opere, già finanziate, per oltre 4 milioni di euro.

Il progetto ex Mattatoio si traduce in realtà: gli atti ci sono, la gara è stata bandita, i lavori assegnati. Gli ultimissimi step burocratici saranno definiti a giorni e ad aprile - autorizzazioni alla mano - i cantieri apriranno i battenti. E - parola del sindaco Alessandro Volpi e di Uilian Berti, assessore ai lavori pubblici - prima di posare un solo nuovo mattone, ruspe ed operai saranno in azione nell’ edificio che, a piano terra, già ospita l’asilo nido. Proprio così perché il progetto ex Mattatoio, definito dalla precedente amministrazione, prevede sì gli alloggi popolari, ma anche un asilo nido “di servizio”. Ma l’asilo - neo non da poco - è sorto prima delle case, cattedrale nel deserto, nello stesso stabile in cui, al primo piano, si trovano due degli appartamenti da ristrutturare. Dura, quindi, pensare che i piccolini possano intrattenersi tra peluche e giochini o fare il pisolino mentre sopra la loro testa tuona il martello pneumatico. Così, aule già pronte, l’asilo se ne sta lì, in attesa. Come i bambini che nelle strutture comunali non hanno trovato posto.

Adesso la correzione della stortura: la giunta dà il via libera ai lavori e passa la palla al consiglio comunale. «Tutto fa presumere - è la sintesi di Uilian Berti - la completa disponibilità anche della minoranza». Insomma, dal consiglio ci si aspetta la conferma di quanto deciso dalla giunta: un nuovo - indispensabile - ok che permetterebbe alla ditta assegnataria di passare alla fase B. Ultime autorizzazione e via ad impalcature e calcina.

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Una storia lunga, quindi, quella dell’area ex Mattatoio, storia di burocrazia: a rallentare la corsa, infatti, un errore materiale. A realizzare le opere è l’Erp (Edilizia residenziale popolare), ma il progetto coinvolge Comune, Regione e Ministero delle infrastrutture. Lo Stato, infatti, si mette le mani in tasca e si sfila oltre 3,5 milioni. Il resto è targato Regione Toscana. Gli enti siedono intorno ad un tavolo e nel 2010 siglano un accordo di programma: parte la progettazione e tutto fila liscio tanto che Erp indice la gara e assegna i lavori. Poi l’intoppo: le metrature complessive delle opere nel progetto Erp risultano superiori (seppur di poco) rispetto a quelle indicate in altre schede tecniche. Sembra poca cosa, ma in urbanistica contano anche i millimetri. Si stoppa tutto e il timore è che per riattivare il percorso serva una variante, con tanto di osservazioni e correzioni.
A risolvere “l’enigma” una legge che consente al consiglio comunale, in casi come questi, il ricorso allo strumento della deroga: la giunta dice sì all’ipotesi, adesso confermarla tocca ai consiglieri. Deroga importante anche perché - spiega Berti - ha la stessa valenza di una concessione edilizia. Il che significa: autorizzazione all’immediata apertura dei cantieri.

Conferma anche Luca Panfietti, presidente di Erp: «A chi ha vinto la gara mancano soltanto le autorizzazioni di Asl e Arpat, appena arriverà il via libera del consiglio, i due atti saranno richiesti. Ad aprile i cantieri potranno aprire i battenti». In primavera, quindi, impalcature montate davanti allo stabile che ospita l’asilo per realizzare due alloggi al primo piano: «A settembre - Uilian Berti fa due calcoli - quelle opere dovrebbero essere ultimate e i piccoli alunni entreranno in aula». Taglio del nastro, dunque, non soltanto per le case, ma anche per il nido. Anche se - ma questa è un’ altra partita - il Comune non ha ancora definito le modalità di gestione (diretta o a tramite terzi) della struttura. Primo passo, in ogni caso, chiudere i cantieri.
 

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