Sicurezza
Adelina, i suoi bimbi e decine di storie di guerra e sterminio
A Villa della Rinchiostra un monologo sulla donna che salvò e crebbe 43 orfani di guerra. Incontri anche nelle scuole e nei circoli culturali
MASSA CARRARA. È il giorno del Memoria, quello in cui ricordare che l’identità - collettiva e individuale - la plasma - la Storia, con la esse maiuscola. Martedì 27 alla Villa della Rinchiostra, a Massa dalle 18:30 alle 21:30 (ingresso libero), la storia e la memoria portano il nome di Adelina Guadagnucci. Va in scena, infatti, “43 paia di scarpe”, il monologo scritto e diretto da Riccardo Ricciardi che, tramite la voce di Adelina, interpretata da Alessandra Evangelisti, ripercorre tutta la genesi dell’istituto da lei diretto. Adelina è una donna che negli anni ’30 parte da Massa per conoscere il mondo, ma presto “incontra” la guerra. Mossa da valori sociali, pacifisti e rivoluzionari, capisce che per cambiare il mondo è indispensabile partire dai bambini, sceglie, quindi, di dedicare tutta la sua vita all’Istituto Pedroni, da lei fondato, che ha ospitato i bambini orfani di guerra. Ne accoglie ed educa 43. Educatrice, dunque, ma anche madre. Quei ragazzi, in età adulta, hanno sempre ricordato Adelina come una mamma e come una grande maestra di vita. Perché la sua non era solo accoglienza, ma una vera e propria missione.
Uno spettacolo teatrale, dunque e tantissime iniziative. Molte volute, promosse e realizzate dai giovani: la Federazione degli studenti, con Anpi, Fiap e Arci, alle 16.30 di martedì 27 al circolo “Il viandante”, in via Gragnana, a Carrara, organizza un incontro sull’ universo concentrazionario (i percorsi della deportazione e i campi di sterminio ndr).
Mercoledì 28, alle ore 11, nell’aula magna del liceo classico “Rossi”, l’associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra e fondazione incontrerà studenti ed insegnanti.
Si parlerà dell’Eccidio di Cefalonia e della Risiera di San Sabba, guiderà l’incontro il cavaliere Cosci Libero Ranieri, il quale, sopravvissuto all’Eccidio, porterà ai giovani studenti il ricordo della propria esperienza e di quelle di tanti da lui conosciuti. Interverrà lo storico Michele Zimei che ricostruirà i fatti che portarono all’eccidio e parlerà dell’unico campo di sterminio sul territorio Italiano. «È un’occasione ulteriore - spiegano gli organizzatori - per rinsaldare il rapporto tra le passate e le nuove generazioni attraverso il ricordo della tragedia umana della guerra e la testimonianza di chi fu presente ai fatti, con il compito di tramandare ciò che è accaduto, come nessun documento, nessun diario, nessuna storia potrebbe fare. La memoria dell’olocausto deve essere tenuta viva, perché la storia che si dimentica si ripete. È proprio questo - proseguono i promotori - il significato del “Giorno della memoria”: ricordare gli orrori del passato, affinché non possano più ripetersi. Bisogna saper dire basta alla guerra, basta all'odio. Questa nostra Europa unita è la prova che ciò può essere fatto, che i sogni, anche i più audaci, possano realizzarsi».
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