Il dolore
Tutrice sott’accusa per peculato
Avrebbe sottratto 15.000 euro alla donna a cui doveva badare
MASSA. Di quella signora, lei, da amica, era diventata tutrice. E aveva quindi libero accesso al conto corrente e alla pensione. Ma, secondo l’accusa, proprio in forza del ruolo che aveva assunto, avrebbe sottratto 15.000 euro alla donna a cui avrebbe dovuto badare. Adesso la signora, Natalina Di Benedetti, si trova a processo: l’ipotesi di reato da cui deve difendersi è quella di peculato.
Una vicenda ancora tutta da chiarire per la quale ieri, davanti al tribunale collegiale (presidente il giudice Giovanni Sgambati) si è aperta la prima udienza con un rinvio al prossimo luglio. I fatti sono abbastanza recenti- più o meno un anno fa - e quindi non ci sarebbe alcun rischio di prescrizione. Il presidente del collegio giudicante ha quindi deciso di dedicare una mattinata intera al processo ascoltando i testi della pubblica accusa e quelli della difesa. A sporgere denuncia, secondo il poco che è trapelato di questa delicata vicenda, sarebbero stati proprio i familiari della donna che, per motivi di salute, aveva dovuto ricorrere a una tutrice. Accorgendosi degli ammanchi nel conto corrente, sempre più consistenti, i parenti avrebbero cominciato a nutrire sospetti in quella che fino a poco tempo prima, oltre ad avere il ruolo istituzionale di tutore, era anche un amica. Dopo alcuni riscontri la- da parte della famiglia - la donna è finita sotto accusa per la sparizione di quindicimila euro, cifra quantificata in denuncia, nel procedimento a suo carico per peculato che si aprirà il prossimo mese di luglio.
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