Sicurezza
Minuto, la soluzione c’è ma i soldi no
Il Comune offre la palazzina dell’Ugo Pisa per il convitto dell’alberghiero, ma nessun ente ha il denaro per ristrutturarla
MASSA. Una soluzione per rimettere a nuovo l’alberghiero. Bella notizia, peccato però - e non è un dettaglio - che i soldi non ci siano.
Se servisse una sintesi perfetta del mondo della scuola, beh noi massesi potremmo davvero farci avanti. Perché quella sintesi ce l’abbiamo già bella e confezionata e si chiama appunto istituto “Minuto”. L’eccellenza della formazione, la capacità di integrare didattica e lavoro: contenuto di alto livello in un contenitore - l’edificio - che è simbolo di un’Italia che nell’istruzione ha davvero investito poco. Due sedi, una in parte inagibile, convitto e semi convitto in un edificio distinto dalla scuola, alunni costretti alle trasferte in autobus per seguire i laboratori. E - a completare il quadro - tetto che si scoperchia e soffitti colabrodo. Basta un po’ di vento e tocca chiudere la scuola e lasciare a casa i ragazzi. Adesso la soluzione - seppure all’orizzonte - c’è, ma rimane aperto un grosso interrogativo: dove trovare i soldi? Il Comune, durante la giunta Pucci, si è fatto avanti ed ha messo a disposizione un suo immobile: la palazzina, lato monte, all’interno dell’area Ugo Pisa. Peccato, però, che i soldi per rimettere a nuovo l’edificio nessuno ce li abbia. L’argomento torna d’attualità, oggetto di discussione in seno al consiglio comunale: gli Arancioni e l’Udc propongono un ordine del giorno e la maggioranza c’è tutta. Insomma l’amministrazione Volpi conferma l’ipotesi Ugo Pisa, ma adesso viene il bello: trovare i soldi.
Ma andiamo per ordine: l’istituto alberghiero “Minuto” è uno dei fiori all’occhiello della provincia, c’è chi arriva da fuori regione per frequentarlo. La sede storica della scuola professionale è la colonia Parmense, in via delle Pinete (anche quell’immobile è proprietà comunale), l’edificio, però, non gode di ottima salute. Tanto che una parte viene chiusa e - dopo un lungo dibattito e il rischio del trasferimento in Lunigiana - viene scelta una seconda sede, il Toniolo, in via XXVII Aprile, ad una decina di chilometri dalla Parmense.
«Circa 600 alunni su 1000 - per citare i dati dell’ordine del giorno - fanno lezione nella succursale, con disagi e ricadute sulla didattica per la mancanza di spazi idonei e la notevole difficoltà della logistica. Le trasferte - aggiunge la consigliera comunale Carmen Menchini - sottraggono tempo ai laboratori le cui ore si sono contratte». Altro capitolo: convitto (per i 93 alunni che vengono da fuori e tornano a casa solo nel weekend) e semiconvitto (per i 30 ragazzi che rimangono a scuola fino a sera). Le due strutture sono ospitate in una colonia vicino alla Parmense, la Firenzuola: edificio privato (senza aule studio) per cui la Provincia paga l’affitto. Bene, ora il Comune gioca la sua carta e, per salvaguardare l’eccellenza, offre la palazzina lato monte dell’Ugo Pisa. Peccato, però - e qui sta il nocciolo della storia - che i soldi per sistemare l’immobile nessuno ce li abbia. La competenza in materia scolastica - confermata anche dal decreto Delrio sulla riorganizzazione delle Province - è di Palazzo ducale. Da quelle parti, però, di euro non se ne vedono: in pochi anni - spiegano in Provincia - i trasferimenti si sono ridotti all’osso e il bilancio dell’ente è passato da 28 a 13 milioni di euro. Certo i soldi non li ha il Comune, costretto a contare gli spiccioli e a non sforare il patto di stabilità. E per mettere mano allo stabile dell’Ugo Pisa di denaro ne serve parecchio. Eppure - chi ha votato l’ordine del giorno ne è convinto - barlumi di speranza ci sono: serve un progetto che preveda il trasferimento di convitto e semiconvitto all’Ugo Pisa e la ristrutturazione della sede principale perchè possa ospitare tutti gli alunni. «Con quel progetto in mano, condiviso da tutti gli enti - ribadisce l’arancione Carmen Menchini - possiamo bussare alle porte di Regione e ministero dell’Istruzione e contare su un finanziamento». L’importante - conclude la consigliera - è fare dell’alberghiero una priorità.
Salvaguardando la formazione di mille ragazzi e un’eccellenza del territorio.
Chiara Sillicani
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