Finanza
Giunta, per ora nessun rimpasto
La maggioranza con Volpi ha parlato del dissesto idrogeologico
MASSA. Pensava di essere stata chiamata per discutere dei nuovi futuri assetti della giunta massese e degli equilibri ( mancanti) dell’amministrazione, ma la maggioranza del sindaco Alessandro Volpi si è ritrovata davanti un ordine del giorno dedicato al dissesto idrogeologico, al bilancio di previsione e alla sanità territoriale.
Eppure, Sel, Socialisti, Articolo1, Rifondazione e Verdi, premono perché il sindaco convochi i segretari di partito da quando l’intera giunta è passata al Partito Democratico, scombussolando gli assetti di una maggioranza già all’inizio strana ( Volpi assegnò soltanto due assessori al Pd tra tutte le forze che lo avevano sostenuto, lasciando fuori anche rappresentanti delle sue liste civiche e preferendo dare incarichi a soggetti estranei alla vita politica ed elettorale della città). Il sindaco Volpi, però, neanche a questo giro ha deciso di discutere di politica con la sua maggioranza e, secondo il racconto dei presenti, ha iniziato a parlare delle nuove carte idrogeologiche, senza per altro mostrarle in maniera tecnica, e cercando appoggio nell’idea che la sicurezza del territorio debba continuare ad essere la priorità dell’amministrazione. «Tutto giusto- commentano i partiti- ma non è una novità». Che ne è stato del tema politico? Durante la conferenza di fine anno Volpi aveva annunciato ai giornalisti che sul riequilibrio della giunta ci avrebbe messo presto la testa, ma pare non sia ancora arrivato il momento. Qualcuno in sala ha minacciato di alzarsi e andarsene, palesando il poco rispetto del sindaco per i rappresentanti di quelle forze politiche e civiche che lo avevano sostenuto con convinzione, permettendogli di essere eletto.
Alla riunione di maggioranza era presente, naturalmente, anche il PD che alle rimostranze dei segretari ha voluto rispondere con quaranta minuti di intervento, affidati ad Adriano Tongiani, segretario comunale di Massa. Per il Pd in pratica è tutto ok: l’amministrazione è attiva, lavora, prende decisioni serie, il consiglio vanta 18 voti di partito ( 17 consiglieri più il sindaco) e non è certo colpa del Pd se tutti gli assessori sono entrati nel Pd, né tantomeno è compito di Tongiani spingere affinché il sindaco cambi le carte in tavola. All’intervento di Tongiani Volpi pare abbia risposto liquidando il discorso in pochi minuti e l’impressione è stata che, fino alla fine delle regionali, di rimpasti non se ne vedranno. Gli unici a “sghignazzare” sono i Socialisti, convinti che il sesto assessore sarà il loro. Volpi avrebbe dato mandato di sceglierlo all’interno del partito e loro ci stanno pensando.
Manuela D’angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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