Il Tirreno

Totosindaco, primarie Pd tra Fraschini e Guastalli

Totosindaco, primarie Pd tra Fraschini e Guastalli

Il direttivo di Villafranca è orientato su due nomi per il referendum interno ma le consultazioni sono appena all’inizio per scegliere il candidato giusto

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VILLAFRANCA. Situazione tutta in divenire quella che nasce in seno al Pd villafranchese che si sta apprestando a costruire la squadra per le amministrative di primavera. Il direttivo di mercoledì sera, aperto anche agli iscritti, ha dato importanti segnali sui quali si possono iniziare a costruire le ipotesi sia per quanto riguarda la figura del candidato sindaco che della squadra che andrà a sostenerlo in sede di campagna elettorale. Una riunione che ha cercato di fare luce su una linea d’azione comune per permettere al partito di presentarsi il più compatti possibile all’appuntamento elettorale.

Niente ancora di definitivo, certo, ma dalle indicazioni recepite è possibile costruire due scenari, entrambi ampiamente plausibili, data la duttilità del momento. La prima riguarderebbe le primarie. Mediante votazione si è deciso di dotarsi di un regolamento, che permanga per un uso futuro, per la gestione della selezione dei candidati. I nomi su cui si dovrebbero coagulare, usiamo il condizionale poiché non vi è ancora nulla di certo, sarebbero quelli che provengono dalle correnti e dagli spifferi: Emilia Fraschini e Mario Guastalli.

Possibile, anche, che questi nomi non siano gli unici a finire al ballottaggio delle primarie. In caso di un’apertura della coalizione alle forze del centrosinistra potrebbero essere aggiunte altre figure ai papabili sopraccitati. Aperto il dibattito anche sull’apertura di queste stesse, non solo ai tesserati, ma anche ai simpatizzanti, pur rimanendo viva anche la possibilità che queste possano essere primarie di partito, sebbene queste ultime potrebbero avere una ricaduta negativa dal punto di vista della tempistica, se l’ipotesi di un allargamento dell’orizzonte politico per quanto riguarda le alleanze, conducendo verso un doppio turno. Parallelamente però corre un’altra possibilità per la formazione dem, ovvero il ricorso al candidato unico. Pista ancora non abbandonata e che, secondo indiscrezioni, sarebbe la più gradita in quanto compatterebbe il partito in una sola figura. Servirebbe in questo caso un nome che possa fungere da sintesi tra le due correnti che attualmente vivono all’interno del partito.

Una situazione non di facile analisi quella che si delinea, avviluppata ancora nelle nebbie dell’incertezza. Saranno fissati incontri successivi, con intervalli più brevi, proprio per cercare di arrivare ad una soluzione finale che possa dare una certezza. Anche perché un dato emerge acclaratissimo in questi mesi pre-amministrative: le altre forze politiche stanno aspettando le mosse del Pd. Un dato che, se letto in chiave puramente analitica, fa riflettere e porta alla conclusione che le future decisioni di questa fazione politica siano l’ago della bilancia e il termometro con cui si dovrà misurare la “febbre” elettorale.

Cristiano Borghini

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