Il dolore
Quando Gagliano terrorizzò Carrara
Si è ucciso in carcere l’uomo che nel 1983 prese in ostaggio una coppia di commercianti e li tenne in ostaggio per 5 ore
CARRARA. Si è suicidato nel carcere di Sanremo Bartolomeo Gagliano, il serial killer di Savona, ergastolano, condannato di recente a oltre 6 anni di reclusione per l'evasione dal carcere di Marassi il 7 dicembre del 2013 (in passato era riuscito a fuggire anche dall'Opg di Montelupo) e il sequestro di un panettiere avvenuto durante la fuga verso la Francia. Gagliano si è impiccato con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua cella. Aveva commesso tre omicidi e aveva tentato di uccidere anche la fidanzata toscana. Si è ucciso dunque il serial killer che, nel 1983 seminò terrore anche a Carrara. Un episodio che risale a oltre trent’anni fa ma che ha lasciato un segno anche nella città . Era il 1° ottobre del 1983 quando, Liviana Telara (che nel frattempo è deceduta) e il marito Mauro Tomè vennero sequestrati per cinque ore da Bartolomeo Gagliano. Erano le 4 e mezzo del mattino, Mauro era uscito per andare a mettere in moto il furgone, un Ford Transit bianco diesel, nel cortile dei suoceri, in via Delle Pinete, quando si era trovato dietro un giovane, con la pistola in pugno.
Bartolomeo Gagliano, allora ventisettenne, fuggito durante un permesso premio, salì in macchina con i due coniugi con l’intenzione di farsi portare a Genova. «Cercavo di tenerlo tranquillo, di parlare del più e del meno - aveva raccontato Mauro - ma dentro di me mi sentivo morire. Il momento di massimo sconforto l’ho avuto quando siamo arrivati a Genova. Gli ho chiesto: “Dove devo uscire?” E lui: “No, mi porti a Savona”. In quel momento ho pensato: a casa non ci torniamo più».
Un’odissea lunga e drammatica per la coppia. Il furgone dietro era vuoto e ogni tanto il serial killer saltava dal sedile e puntava ai due la pistola alla schiena: «Ad un certo punto da una borsa tascapane che aveva sul fianco aveva tirato fuori la cocaina». Il viaggio andò avanti fino a Savona. «Lì ci fece passare sotto la sua casa - raccontarono qualche anno fa Mauro e Liviana - Poi finimmo in una strada cieca: ha tirato fuori la pistola, per farmi fare marcia indietro. Sparò, subito dopo, accanto a una Ritmo viola: “sono della polizia in borghese” diceva. Alla fine, in mezzo alla strada, alle 9 e mezzo, era sceso». Gagliano a Savona fu autore di due conflitti a fuoco, prima di venire bloccato e disarmato dalla polizia. I coniugi Tomè rientrarono subito a Carrara, dove li aspettavano i parenti e gli amici preoccupati perchè nessuno li aveva più visti: il negozio in via Cavour era pieno di gente. «Ricordo che mia moglie - disse il signor Mauro - aveva pianto per tutto il viaggio di ritorno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
