Il dolore
Dopo le medie il marmo ti aspetta
Nuovo corso al Tacca per diventare Operatore delle lavorazioni artistiche: stage in laboratori per quindici giovani
CARRARA. L’istituto del marmo “Tacca” ora intende agganciare anche i giovani della cosiddetta categoria “drop out”, cioè che dopo le medie inferiori non proseguono gli studi, e in molti casi non entrano neppure nel mondo del lavoro. Giovani fra i sedici e i diciotto anni a cui adesso viene data una interessante opportunità per tornare a scuola ma facendo anche pratica in aziende apuane del marmo: per diventare Operatori delle lavorazioni artistiche.
Un’occasione gratuita, coperta da finanziamenti europei (fondi sociali Fse), passati a cascata dalla Regione alla Provincia, per il Progetto “Smart” che vuol dire scolpire i marmi artistici.
Ma i posti non sono tanti: quindici; e le iscrizioni presso la scuola del marmo termineranno il 27 prossimo alle ore 17. Per ora, spiega la preside professoressa Anna Rosa Vatteroni, gli iscritti sono una decina: fra cui una ragazza, e anche alcuni stranieri. Se ci saranno più di quindici iscrizioni, verrà fatta una selezione. L’incontro con gli iscritti è fissato per il 29 gennaio.
«Il nostro obiettivo – spiega la prof. Vatteroni – è fornire competenze lavorative, essere l’anello di congiunzione tra l’occupabilità e l’utilizzo delle nostre ricchezze come il marmo. C’è l’assenso e la sinergia con l’Associazione provinciale degli industriali e l’Agenzia formativa ItaliaIndustria. Una ricerca di opportunità da parte di questa scuola che sta modificando le proprie caratteristiche per essere ancor più valorizzata. Ci stiamo spendendo molte energie, con la collaborazione di Assindustria e Federmanager: una rete che spero possa dare altri futuri frutti».
Il corso inizierà a metà febbraio (e proseguirà fino a dicembre 2016): al termine dei due anni, previo esame, verrà rilasciato il diploma. I partecipanti (su 15 c’è posto per 7 donne e tre giovani appartenenti a categorie svantaggiate) devono essere iscritti al programma Garanzia Giovani e avere sottoscritto il patto di attivazione con il Centro per l’impiego della Provincia. Il corso partirà anche con meno di 15 iscritti.
In tutto 2.100 ore di cui 630 di stage in una decina di laboratori di Carrara e di Massa, che hanno dato la loro disponibilità; 30 ore sono di accompagnamento, ossia per coloro che devono recuperare qualcosa se restano indietro nell’apprendimento. Ci saranno due tutor che seguiranno gli allievi, ma anche docenti, ed esperti. Le lezioni teoriche alla scuola del marmo avverranno nel pomeriggio. Si svolgeranno anche nella sede di Assindustria. Gli stage nelle az8ende.
Cosa impareranno i ragazzi? Non solo artigianato artistico ma anche le produzioni industriali seriali, spezzando così il confine tra artigianato e industria. La prof. Vatteroni spiega infatti che questa scelta è scaturita dal collegio dei docenti e dal comitato tecnico scientifico, «perché anche dove si usa la tecnologia per le produzioni in serie, occorre sempre la mano dell’uomo. Tutti coloro che “copiano” e basta, non ci mettono l’anima, come invece vogliamo che ci sia nella nostra scuola. Il manufatto, per essere chiamato “opera”... ce ne vuole. Inoltre è importante che le conoscenze sulla lavorazione del marmo che ci sono a Carrara vengano tramandate. Interrompere la scuola è un inciampo, vanno offerte nuove opportunità perché i giovani si riavvicinino alla scuola e per dare risposte ai laboratori che hanno bisogno di certe figure professionali. Un percorso istruzione-formazione, che non fa buttare via tempo, e che dà una qualifica. Perciò, dico ai giovani drop out: iscrivetevi a questo corso».
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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