Il Tirreno

Massa, atti vandalici e degrado in piazza Garibaldi e dintorni

di Chiara Sillicani
Giardinieri al lavoro
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Giardinieri al lavoro

Tante proteste e l'amministrazione comunale invia giardinieri e rimpiazza gli arredi

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MASSA. È uno di quei luoghi dalle grandi potenzialità, mai esplorate, però. Piazza Garibaldi è così: un po’ triste, spesso terra di vandali, quasi luogo di serie B. Nonostante il verde, nonostante le palme eleganti, nonostante la pavimentazione, nonostante il centro storico sia proprio lì, a due passi.

Eppure se risali dal mare, se arrivi dall’autostrada davanti a quella piazza devi passare, la porta della città quella è.Il degrado e i lavori. Certo non il migliore dei biglietti da visita: il povero Garibaldi, nonostante la magnificenza della mole, non se la passa troppo bene. Basamento sporco e cartacce a fare da contorno. Piccioni che scorazzano tra tozzi di pane e al resto ci pensa l’inciviltà. Panchine rotte nei giorni scorsi e nella notte tra martedì e mercoledì qualcuno si “diverte” con l’accendino e dà alle fiamme il cassonetto, a due passi da bar ed edicola, ai piedi di un albero e accanto al piccolo edificio che ospita le vetrine di un negozio di abbigliamento.

Il Comune - ad onore del vero - le maniche se le sta rimboccando: i vandali colpiscono? Beh, l’amministrazione rimette a nuovo le panchine e, già che c’è, “fa i capelli” alle siepi e pota le palme. Ma la vera sfida - chi abita da quelle parti lo sa bene - è la valorizzazione di tutta l’area di cui la piazza è il cuore, un progetto che ampli i confini del centro oltre l’Aurelia. Davide Giuntoni, titolare del bar “Bollicine”, ne è convinto: «Adesso da questa zona se ne va anche il mercato, ma non dimentichiamo che a pochi centimetri da piazza Garibaldi campeggia il cartello con la scritta “Benvenuti a Massa”». La porta della città - come dicevamo.
Con gli occhi del cittadino. Noemi Tomassini è la titolare della storica libreria “Mondoperaio”, sulla piazza lavora dal 1979, da quando mamme e papà si raccomandavano con i bambini di non passare da quelle parti perchè quello era il luogo della droga e dell’insicurezza: «Certo - ammette Noemi - il via vai lo vedo eccome, ma devo dire che nessuno staziona in piazza. Rispetto a passato va molto meglio. Certo non posso negare che manchi la valorizzazione, per realizzare un progetto - aggiunge - bisogna crederci». Un progetto appunto che miri al recupero dell’intera zona.
Le zone limitrofe. La stretta via dei Mille è il regno delle seconde e terze file: povero quel pedone che decida di passare da lì. Anche via del Patriota, parallela alla piazza, non se la passa bene: marciapiedi a prova di slalom, tra buche ed escrementi e auto posteggiate in barba ad ogni articolo del codice della strada. Certo - e purtroppo - l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che lungo quella strada ha la sede, non contribuisce al decoro: il giardino che dà sulla via ha i connotati della giungla amazzonica. Rovi ed erba al ginocchio.
Il parcheggio selvaggio. Senza dimenticare i furbetti del parcheggio, quelli che la macchina riescono a metterla dove tu neanche immagineresti. Così, per chi da via Sopra Monte risale verso via del Patriota, la vita è dura: l’incrocio è spesso un’area posteggio e per attraversare tocca tentare la sorte.
Cassonetti in fuga. A completare il quadro, i cassonetti. Su via Crispi e su viale Democrazia non ci sono più. L’intero quartiere getta il sudicio in via del Patriota. Differenziata compresa. E il - comprensibile - risultato sono i bidoni strapieni con tanto di carta e plastica abbandonata ai piedi dei raccoglitori. Del resto, quei cassonetti sono anche di servizio al vicino supermercato che, non avendo più un punto di raccolta, utilizza quello su via del Patriota. Lo utilizza correttamente e senza abbandonare alcun rifiuto, ma contribuendo - per così dire - al rapido riempimento.

Insomma, così chi vive in centro (sì, per le agenzie immobiliari anche quella zona è pieno centro) si sente periferico. Sempre che in periferia sia tollerabile quello che non lo è nel cuore della città.

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