Il Tirreno

Provincia, dipendenti in piazza

Provincia, dipendenti in piazza

«Rischiamo il licenziamento», oggi un presidio davanti alla prefettura

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MASSA. Non mollano i lavoratori di Palazzo Ducale. La proposta di legge regionale presentata da Enrico Rossi e approvata dalla sua giunta – proposta che assegna alla Regione le competenze finora della Provincia su Agricoltura, Formazione lavoro, Ambiente, Difesa del suolo, Rifiuti – viene accolte con un misto di favore e diffidenza. Perchè se l’impianto, mirato a salvare tutti i posti di lavoro, viene valutato in modo positivo, secondo i dipendenti resta irrisolto il problema delle risorse. Cioè di chi e con quali soldi pagherà in futuro gli stipendi ai lavoratori della Provincia, siano essi trasferiti o meno in altri enti. Così la mobilitazione prosegue e le organizzazioni sindacali preparano il presidio di oggi, davanti alla prefettura (che è anch’essa a palazzo ducale), in concomitanza con la riunione dell’Osservatorio nazionale che vedrà a confronto governo, Unione province e sindacati per definire, appunto il riordino delle Province.

«Saremo in piazza in tutta Italia – spiegano Paola Freschi, Iuri Angeli e Mariarosaria Boccarosa della Rsu – per chiedere, prima di tutto chiarezza. Vogliamo che siano date garanzie certe sulla copertura finanziaria di tutta l’operazione. Per esempio: sapere con quali risorse la Regione pagherà gli stipendi dei dipendenti che passeranno sotto la sua gestione. E vogliamo garanzie anche sul mantenimento del livello di servizi finora forniti ai cittadini».

Secondo i lavoratori, la legge DelRio, che prevede appunto lo svuotamento di funzioni della Provincia ma anche il ri-collocamento dei suoi dipendenti, è in rotta di collisione con la legge di stabilità che prevede invece tagli per miliardi (uno soltanto nel 2015, 2 nel 2016; 3 nel 2017) alle Province e la riduzione del 50% del personale. «Chiaro che la Provincia rischia il dissesto finanziario. A Biella e Vibo Valentia già è stato dichiarato il default. E con il dissesto ci sarà la mobilità all’80% dello stipendio, lo stop al rinnovo dei contratti dei precari (una decina a Massa, con il rinnovo già firmato per il 2015). I licenziamenti, insomma non sono esclusi».

In discussione anche il passaggio dei lavoratori ad altri enti pubblici. Ai Comuni, dove però i tagli del governo hanno quasi azzerato nuove assunzioni.

O nei tribunali dove la carenza di organico (anche Massa) è notevole. «Una possibilità – dicono i rappresentanti della Rsu – ma c’è un problema di professionalità e di inquadramento».

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