Sicurezza
Il consigliere Giuseppe Scattina passa all’opposizione
Il medico era stato eletto come indipendente nella Fds «Troppe cose del programma non sono state fatte»
CARRARA. Dopo una serie di interventi al vetriolo, Giuseppe Scattina, eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista, annuncia il suo addio alla maggioranza. «Non hanno rispettato il programma elettorale» accusa il consigliere che manterrà la sua posizione nell’ala sinistra dell’assise.
«Si spostino gli altri» attacca. Avrebbe voluto dare l’annuncio già lo scorso 28 dicembre, in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale ma si è fatto convincere a rimandare tutto all’assise successiva, che però tarda a essere convocata. E così Giuseppe Scattina, medico avenzino eletto nel 2012 come indipendente tra le fila di Rifondazione Comunista, ha preso carta e penna e ha annunciato la sua uscita dalla maggioranza con una nota alle testate locali. La notizia non è certo un fulmine a ciel sereno perché ormai da tempo, Scattina si era guadagnato la fama di “cane sciolto”, grazie a una serie di interventi al vetriolo, in consiglio comunale e in commissione, sui temi più scottanti della politica locale, a iniziare dalla gestione del lapideo. Dopo una fitta serie di botta e risposta con l’amministrazione, l’ultima querelle era scoppiata a seguito dell’alluvione quando durante l’infuocato consiglio comunale del 28 novembre, aveva denunciato il grave ritardo con cui, a suo parere, era stata convocata l’assise dedicata all’evento del 5 novembre, accusando la maggioranza di mancare di rispetto ai cittadini e la giunta di trincerarsi dietro uno scaricabarile con la Provincia, in merito alle responsabilità del crollo dell’argine. Molti avevano giurato che proprio in quell’occasione il consigliere si sarebbe dimesso, ma lui si era “limitato” ad astenersi al momento del voto sulla fiducia all’amministrazione. Oggi, a distanza di quasi due mesi da queste vicende, l’annuncio a mezzo stampa perchè, spiega polemico «di consigli comunali non sembrano volerne fare più».
Ma quali sono dunque le ragioni che lo hanno spinto a uscire dallo schieramento che sostiene sindaco e giunta?
«Ritengo che questa amministrazione e questa maggioranza non abbiano rispettato il mandato degli elettori e il programma e, che a oltre metà della legislatura, i buoni propositi enunciati nel programma elettorale non siano stati affrontati e portati a buon fine» spiega il consigliere comunale ricordando di aver trascorso i suoi due anni e mezzo di mandato ad auspicare «cambiamenti che non sono mai avvenuti».
Il medico avenzino confessa che «l’alluvione di novembre ha fatto emergere definitivamente l’incapacità di questa giunta ad affrontare un’emergenza grave di cui porta notevoli responsabilità». L’alluvione è stata dunque la classica goccia che fa traboccare il vaso, anche se tra le lacune più gravi dell’amministrazione, Scattina indica, al primo posto «il continuo rimando dell’approvazione del regolamento degli agri marmiferi, che fa mancare decine di migliaia di euro dalle casse comunali (…) e l’escavazione selvaggia (…) una delle cause del degrado idrogeologico che ha portato all’alluvione».
Il consigliere ricorda poi le sue critiche su sanità e cultura, nonché l’immobilismo che ha spinto l’amministrazione a non mettere «mano a niente, per risollevare la città dal degrado materiale, economico, morale, umano e culturale, così evidente e sotto gli occhi di tutti». Scattina attacca anche la gestione dei rapporti con l’Assemblea Permanente, definendo il sì allo sgombero da parte dei segretari dei partiti di maggioranza «inaccettabile»: «La maggiore partecipazione dei cittadini, data la latitanza della politica, è il vero motivo della nascita di quel presidio» spiega. «Per tutto questo e per altro ancora tolgo la fiducia al sindaco e alla giunta di questa città» annuncia l’ormai ex consigliere di maggioranza. E quando gli si chiede se dalla prossima assise passerà sull’altra sponda dalla sala consiliare, quella occupata dalle opposizioni, lui ribatte: «Esco dalla maggioranza ma resto nell’ala sinistra perché io, a differenza degli altri, tengo fede al programma. Mi sono seduto da questa parte per portarlo avanti e – conclude rivolto ai consiglieri di maggioranza - penso che debbano essere tutti loro a spostarsi».
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