Sicurezza
Il caso: «Apuafarma paga la formazione per figure che non ha»
CARRARA. Apuafarma paga un corso di formazione a tre dipendenti del settore educativo. Ma per incrementare professionalità che all’interno dell’azienda non esistono. A sollevare il caso sono la...
CARRARA. Apuafarma paga un corso di formazione a tre dipendenti del settore educativo. Ma per incrementare professionalità che all’interno dell’azienda non esistono. A sollevare il caso sono la rappresentanza sindacale di Apuafarma e la Funzione pubblica della Cgil con una lettera indirizzata non ai vertici dell’azienda ma direttamente al suo azionista: il sindaco Angelo Zubbani, perchè, dicono «il “cambio della guardia “ ai vertici della società in house Apuafarma, che era accompagnato da grandi aspettative, continua a lanciare purtroppo segnali di continuità con la gestione precedente con difficoltà di instaurare corrette e proficue relazioni sindacali che ci costringono nuovamente a bypassare gli interlocutori “istituzionali”, rivolgendoci direttamente al primo cittadino».
Ricostruisce Silvano Leoni, segretario della Fp Cgil: «Abbiamo chiesto delucidazioni al dirigente del servizio educativo in merito al pagamento, da parte di Apuafarma, di un corso di formazione a tre dipendenti che operano alla Ludoteca di Bonascola (senza alcun coinvolgimento, che invece era dovuto, delle organizzazioni sindacali che in tema di formazione sono titolari di contrattazione). Nello specifico ci era stato segnalato che, nonostante in passato fossero stati negati contributi per corsi che avevano costi ben più esigui, questa volta la dirigenza aveva pagato circa 600 euro per la partecipazione dei tre dipendenti ad un corso riservato esclusivamente ai laureati in Psicologia».
E il problema sta proprio qui, secondo i sindacati: «Evidentemente siamo favorevoli alla formazione professionale permanente e contrattata, ma contestiamo il fatto che i lavoratori in questione, (pur laureati in psicologia) prestano servizio come Educatori e non come Psicologi. E che la figura di Psicologo non fa parte dell’organico di Apuafarma». Quindi, argomentano Leoni e la Rsa, « il corso pagato dall'azienda con soldi pubblici è andato ad arricchire un curriculum professionale personale non spendibile in azienda». Ebbene a fronte di tali contestazioni il dirigente del servizio, testimoniano i sindacati, avrebbe affermato testualmente: “Per me Educatori e Psicologi sono la stessa roba” e poi, a proposito dell’importanza della riapertura della Ludoteca, che “il Comune ha detto che la Ludoteca è un servizio nostro e che se vogliamo possiamo anche chiuderlo”.
Cgil e Rsa chiedono dunque al sindaco e alla sua amministrazione, se le affermazioni fatte dal dirigente che, sottolineano, «non sono state smentite dal vertice aziendale» corrispondano al vero. «Sarebbe un fatto veramente grave se così fosse e se dovessimo collegare tali affermazioni alle denunce apparse l'estate scorsa sui giornali, che ipotizzavano una politica dell'amministrazione comunale volta a favorire il privato a discapito del pubblico, sarebbe ancora più grave. Come sempre grave sarebbe se non cambiassero le modalità di relazionare dei dirigenti in merito a problematiche legate ad una Azienda pubblica, che gestisce servizi utili ed essenziali alla cittadinanza; e che ha la responsabilità sia dei servizi che dell'occupazione dei propri dipendenti», attaccano i sindacati che, «vista la delicatezza e l'importanza degli argomenti» chiedono un incontro al garante della cosa pubblica, «affinché ci rassicuri sulla volontà di mantenere il livello e la qualità dei servizi».
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