Il Tirreno

Pane e sigarette con le banconote false

Pane e sigarette con le banconote false

Quattro indagati: fratello e sorella facevano la spesa dove si serviva la mamma, gli altri scommettevano sulle partite

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MASSA. Andavano a spacciare le banconote false nella panetteria dove si serviva la mamma, oppure nel centro scommesse che frequentavano da anni. A volte anche nella tabaccheria sotto casa. Approfittavano del fatto che si fidavano di loro, parlavano con i commercianti mentre questi preparavano il resto della spesa che loro saldavano sempre con lo stesso biglietto da cinquanta euro. Nel senso che le banconote erano molteplici ma la fattura era uguale, perfino il numero di serie. Sempre lo stesso. Una combinazione che la Banca d’Italia aveva già segnalato ai comandi della guardia di finanza. Ed è stato questo l’errore che ha inguaiato questa sorta di banda degli onesti (dal film con il grande Totò) in salsa apuana: un fratello e una sorella di 36 e 33 anni, un camionista di 25 anni e un operaio di 23 anni. Il gip Alessandro Trinci ha imposto al quartetto l’obbligo di dimora, nel senso che non potranno spostarsi dal Comune di residenza per il rischio che possano spendere altro denaro farlocco. Anche se uno dei legali, l’avvocato Massimo Fialdini, è già pronto a impugnare il provvedimento. Mentre il pm Vito Bertoni voleva almeno i domiciliari per due della banda.

Sono stati gli uomini del tenente colonnello Luigi Tatone, comandante del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Massa Carrara, a seguire l’indagine. Fin dall’inizio dell’estate, quando in città si era registrata la presenza di numerose banconote false e i negozianti hanno dato una mano ai militari segnalando un uomo che secondo loro era responsabile di almeno due casi. Le fiamme gialle si sono messe alla costole del sospetto e hanno scoperto che c’erano altri tre complici. Non è stato semplice ricostruire il giro e infatti gli inquirenti sono ancora al lavoro (e per questo non rilevano i nominativi degli indagati) anche perché quei fogli da cinquanta euro probabilmente sono stati acquistati dai quattro nel sud Italia.

Nel corso di una serie di perquisizioni sono state trovati e sequestrati diversi biglietti contraffatti, occultati all'interno dell'abitazione di uno degli indagati. Le banconote, abilmente contraffatte e tutte del taglio di 50 euro, erano pronte per essere spese nei negozi. Anche se tra gli esercenti si era sparsa la voce e quindi quando vedevano i due fratelli tenevano gli occhi aperti, per questo nel giro erano entrati anche altri due amici.

La particolarità della banda era che faceva piccole spese, pochi euro. In questo modo ottenevano più resto possibile. Comprate all’ingrosso dai falsari le banconote contraffatte da 50 euro costano una quindicina di euro. In questo modo anche se il guadagno non era esorbitante però riusciva a garantire un tenore di vita più alto. Anche se il giochetto è durato davvero poco.

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