La manifestazione
Massa, e la chiesa del '500 diventa lavagna per i writers
A Santa Chiara scritte, sporco e muri storici vandalizzati. Don Luca: insegnamo ai giovani as amare i monumenti
MASSA. Scritte sul marmo, cancelli divelti, muri frantumati. E ancora mozziconi di sigarette, cartacce e birra rovesciata sul pavimento: a camminarci sopra si rimane con le scarpe attaccate a terra. Non è lo scenario di una discoteca dopo una notte di baldoria, ma il cuore del centro storico.
Brutta sorte per i monumenti cittadini. A partire dal Duomo per arrivare al Castello, con una tappa alla chiesa del Carmine: un degrado tour a fianco di Don Luca Franceschini, responsabile dell’ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della diocesi. «Non segnaliamo l’incuria perché riguarda luoghi della Chiesa - è la prima precisazione del sacerdote - ma perché il degrado investe monumenti di importanza storica, spesso presi di mira dai vandali e da chi ha poco rispetto per ciò che lo circonda. In una città - aggiunge Don Luca - che tra l’altro non gode di un grosso patrimonio storico e culturale. È un peccato quindi vedere che, quel poco che abbiamo, neppure viene rispettato».
Il Tirreno ha percorso questo viaggio nei luoghi del degrado partendo proprio dalla cattedrale, il biglietto da visita per i turisti e il cuore della vita cittadina per i residenti. Ebbene, le gradinate di quel posto sacro - e non stiamo parlando di religione, ma di cultura - sono invase da mozziconi di sigarette, cartacce, residui di birra e persino scritte sui portoni in marmo bianco risalenti al 1500.
«Questo - spiega don Luca - è diventato un piacevole punto di ritrovo dei giovani la sera. Ed è bello che sia così. Però purtroppo non c’è rispetto per la storia, per queste gradinate cinquecentesche, per questa cattedrale. Succede in tutte le città. Anche il Duomo di Firenze, la notte, si riempie di cartacce e bottiglie di birra, ma loro hanno la fortuna di avere i netturbini che la mattina puliscono. La nostra parrocchia va avanti invece con il lavoro dei volontari e non riesce ogni giorno a farsi carico della pulizia». Molto peggio se la passa la chiesa del Carmine, ai piedi del castello, le cui mura sono diventate «la lavagna per aspiranti writers», ironizza Don Luca. Nulla contro i writers, chiaramente, se non fosse che anche quelle sono monumento del 1600. Per non parlare poi del percorso, da e verso la chiesa, preso di mira dai vandali, con cancelli divelti, muri frantumati e scritte di ogni genere.
Obiettivo di Don Luca, conosciuto per la sua apertura e vicinanza ai giovani, non è quello di criticare o polemizzare ma di «lanciare un messaggio di rispetto delle cose - spiega - È bello vedere che i le nuove generazioni vivono questi luoghi, ma speriamo possano anche capire il valore che hanno e la fatica che facciamo noi per curarli».
Melania Carnevali
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