Il Tirreno

Marineria in lutto, è morto Mario Paladini

Marineria in lutto, è morto Mario Paladini

Scompare a 84 anni uno dei più grandi lupi di mare, per 23 anni fu comandante nelle imbarcazioni di Mohamed Al Fayed

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MARINA DI CARRARA. Marineria in lutto. È scomparso all’età di 84 anni Mario Paladini uno dei comandanti più importanti della gloriosa tradizione che ha visto uscire da Marina di Carrara generazioni intere di lupi di mare.

Se ne va il comandante di fiducia di Mohamed Al Fayed (lì’ex patron dei magazzini harrods a Londra), uno dei personaggi della Marina di un tempo, quella che, per mare, si è fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo. E si chiude una pagina di storia, quella degli uomini di mare forgiati nel carattere dalle intemperie e dal sacrificio. Ma resta per l’orgoglio di una generazione di grandi comandanti: il cugino Franco Paladini è comandante del mega yacht F100 della famiglia Agnelli. L’altro cugino, altro rappresentante della famiglia Paladini, è Marino comandante della Moneicos del patron Luxottica.

Una famiglia di esperti del mare che onora la memoria di Mario Paladini, stato uno dei più importanti comandanti della marineria da diporto, un abile velista e un maestro per tantissimi giovani.

La sua è stata una vita avventurosa tenuta insieme da un filo rosso: il grande amore per il mare.

La sua vita da imbarcato comincia molto presto. Con lo zio Lucianon Paladini - così viene ricostruito nel libro di Romano Bavastro “Le vele del marmo” - a 18 anni era già a bordo della goletta di 28 metri di un australino residente a Parigi amicissimo di Errol Flynn; anche Mario Paladini era a bordo quando la goletta fece rotta in Martinica proprio per andare a trovare il celebre attore hollywoodiano.

Per dieci anni, in seguito, fu primo ufficiale e comandante sulle navi-cartiere di Arbatax. E c’è un episodio legato a questo lungo periodo: alle Bocche di Bonifacio Paladini salvò una famiglia di cinque persone che stava andando alla deriva su un gommone con il motore in avaria. I vecchi marinai narrano che il giorno dopo il padre di famiglia francese si presentò con l’intenzione di offrire al comandante Paladini una grossa somma di denaro. Denaro che lui rifiutò categoricamente: gli venne quindi inviata una cassa di champagne che divise con il suo equipaggio.

Dopo l’ esperienza sulle cartiere Mario Paladini si dedicò al diporto. Finì sul Rosetta, goletta del conte Domenico Augusta (quello degli elicotteri) comandato da Domenico Vatteroni, sul Mavì dei conti Rivetti, e sulla Felicità del pittore scultore Sergio Vatteroni.

Ma la lunga carriera del comandate Paladini si lega al nome di Al Fayed.

Mario Paladini ha comandato per 23 anni il Dodi di Al Fayed, la mega barca che il magnate aveva intitolato al figlio, comparso nel tragico incidente con la principessa Diana d’Inghilterra. Mario Paladini- grazie al suo carattere e alla sua grande affidabilità - divenne col tempo l’uomo di fiducia di Mohamed Al Fayed, un rapporto ininterrotto di 23 anni che è proseguito anche fuori dal mare. Mario Paladini si è sempre tenuto in contatto con il magante e la famiglia Al Fayed, famiglia, ai funerali che si sono svolti nella parrocchia della Sacra Famiglia, non ha fatto manvare una propria corona di fiori.

Mario Paladini era vedovo da tempo, lascia nel dolore la figlia Bianca Maria e tutti i parenti che hanno partecipato con grande cordoglio alla sua perdita. Ai funerali erano presenti anche tanti giovani velisti, i Paladini del futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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