Il Tirreno

QUERELLE A PONTREMOLI

Il sindaco: 3 assessori per risparmiare soldi

Il sindaco: 3 assessori per risparmiare soldi

PONTREMOLI. «La migliore risposta la si può trovare nell’impegno e nei risultati che questa amministrazione ha conseguito. Avere tre assessori invece di quattro è una scelta politica nella logica...

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PONTREMOLI. «La migliore risposta la si può trovare nell’impegno e nei risultati che questa amministrazione ha conseguito. Avere tre assessori invece di quattro è una scelta politica nella logica della spending review, ma che non ha comportato una diminuzione dell’impegno della giunta. Anzi proprio in questi giorni stiamo portando avanti con successo importanti iniziative al Castello del Piagnaro che dovrebbero concludersi entro aprile-maggio: lavori al museo delle Statue stele e iniziare quelli per la realizzazione dell’ascensore, l’avvio dei lavori del parcheggio alla stazione, il teatro della Rosa finalmente ok per quanto concerne le norme anti incendio. Si può cercare di andare sulle cronache con sterili polemiche, ma sarebbe opportuno prima confrontarsi con la realtà delle cose portate a termine o su cui l'amministrazione si sta spendendo con impegno e dedizione».

Così il sindaco Lucia Baracchini replica alle accuse del capogruppo di minoranza, Rolando Scatena che, in una segnalazione al prefetto Giovanna Menghini, ha evidenziato quelle che ritiene due inadempienze dell'amministrazione Baracchini: da un lato la giunta comunale non rispetterebbe i vincoli previsti dalla legge per quanto concerne il numero degli assessori e dall’altra affiderebbe al presidente del consiglio deleghe importanti nel ruolo amministrativo in palese contraddizione con la sua funzione che dovrebbe essere di terzietà e di indipendenza.

Per ricostruire la vicenda con precisione bisogna fare un passo indietro e ritornare al dicembre 2013, quando a pochi giorni dal Natale l’allora assessore alle attività produttive e sport, Gianluca Crocetti, decise di rassegnare le dimissioni da assessore mantenendo la sola carica di consigliere. Dimissioni che Crocetti diede per motivi legati al fallimento dell’iniziativa “Mercatino di Natale” ma in molti videro in quelle dimissioni la naturale conclusione di un scontro all’interno della maggioranza. Anche perché l’abbandono dell’assessore era arrivato dopo un’altra vicenda infuocata, quella delle biomasse a Novoleto che aveva visto al centro della vicissitudine lo stesso Crocetti.

Passaggio successivo nel consiglio comunale del maggio 2014 dove il sindaco ridistribuisce le deleghe detenute dall’ex assessore (in particolare quelle più importanti delle attività produttive e commercio furono affidate al presidente del consiglio, Michele Lecchini) ma decide di non volere nominare un nuovo assessore per non gravare sulle casse comunali. Una scelta fortemente contestata dalle minoranze e in particolare dal capogruppo Scatena che, nell’informativa inviata al prefetto, sostiene come questa scelta sia contraria alla legge e allo statuto comunale in cui si evidenzia che «la giunta è composta dal sindaco e da quattro assessori». Per rimediare «il sindaco annunciò che avrebbe proposto al consiglio una modifica allo statuto comunale. A oggi – rivela Scatena – nonostante si siano tenuti numerosi consigli la proposta di modifica non è mai stata portata in approvazione e la giunta sta operando con il sindaco e tre assessori palesando forse anche problemi di legittimità sugli atti adottati».

Ma il “j’accuse” di Scatena non si ferma qui. Infatti nel mirino del capogruppo c’è anche il presidente del consiglio comunale, Michele Lecchini, cui sono affidate «importanti deleghe con rilevanza esterna che addirittura gli consentono di rispondere in consiglio comunale alle interrogazioni e alle interpellanze», ruolo, sostiene Scatena, assolutamente incompatibile con il ruolo «di assoluta terzietà e di indipendenza dall’esecutivo sancito dalla giurisprudenza».(r.s.)

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