Il dolore
Minacce alla psicologa, un altro processo per Simone Giorgieri
L’omicida dell’infermiera (sta scontando una condanna a 24 anni) è stato rinviato a giudizio, ma vuole patteggiare
MASSA. Simone Giorgieri, 38 anni, è stato condannato a ventiquattro anni di carcere. E fino al 2011 è stato in una casa di cura. Giorgieri, sentenza passata in giudicato, ha ucciso Manuela Schellino, 27 anni, l’infermiera che aveva il compito di assisterlo mentre si trovava in una struttura in provincia di Cuneo per precedenti problemi con la giustizia. Il pm aveva chiesto l’ergastolo, ma lla fine è passata la linea dell’avvocato Valter Mattarocci, difensore dell’omicida, che chiedeva un vizio di mente. La corte, dopo due ore di camera di consiglio, hanno detto che il vizio c’era ma parziale. Quanto bastava per cancellare le aggravanti - come i futili motivi e la rapina - e ridurre a 24 anni di reclusione la pena. La corte ha applicato il minimo della pena per il reato di omicidio, riconoscendo la semi infermità mentale. Ed è stato proprio il vizio parziale di mente a smontare una per una le aggravanti contestate dal pm in dibattimento prima e nelle conclusioni poi.
Ma nei suoi confornti è aperto un altro procedimento penale. Durante la sua detenzione Giorgieri ha scritto alcune lettere alla psicologa che lo aveva in cura dal 2008 al 2013: non ha mai detto di volerla uccidere ma ha augurato a lei e alla sua famiglia (in particolare un figlio) le peggiori disgrazie («pagherai per quello che hai fatto»). La professionista, visto il soggetto, aveva presentato denuncia e il fascicolo era finito sulla scrivania del sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, che in questi giorni ha chiuso le indagini chiedendo il rinvio a giudizio di Giorgieri. L’avvocato Mattarocci però ha già richiesto il patteggiamento, trovando un accordo con il pm (quattro mesi). Il 27 maggio la decisione del gup Alessandro Trinci.
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