Il Tirreno

Bufera sullo statuto comunale

Per approvarlo il Pd vuole un iter partecipativo, scatenando ire in commissione

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MASSA. La commissione statuto del comune di Massa, avrebbe dovuto approvare ieri mattina il suo strumento cardine, utile all’emanazione di qualsiasi regolamento comunale e al buon funzionamento della macchina amministrativa. Lo statuto appunto: documento datato, da 7 anni in revisione, con il sindaco Pucci arrivato quasi all’approvazione, da due anni in seno alla commissione presieduta da Agostino Incoronato (Udc). Sembrava tutto pronto per l’approvazione, ma il Pd ha bloccato tutto l’iter, riaprendo l’ennesimo caso politico che fa infuriare maggioranza e opposizione.

A parlarne sono stati il presidente della commissione Agostino Incoronato e due consiglieri di opposizione Stefano Caruso ( Ncd) e Fabrizio Brizzi ( Arancioni). Ecco cosa è accaduto: su proposta del presidente del consiglio Ceccotti, poi del consigliere Panesi e della capogruppo Fruzzetti, il Pd chiede alla commissione che lo statuto, prima di essere approvato, passi da un procedimento partecipativo. Perché? «Nessuno lo ha capito- risponde Incoronato-; il Pd non ci ha voluto dire il motivo per cui vuole portare al di fuori della commissione lo statuto, che è un atto istituzionale e non amministrativo. Non si sa cosa ne faranno, a chi lo vorranno far vedere e a quale scopo. Fatto sta che il Pd ci ha impedito di approvarlo in commissione». Infatti, quando è stata eseguita la votazione sulla proposta del Pd, a nulla è valso il fatto che tre consiglieri di maggioranza (Ortori di Articoloprimo, Cavazzuti di Rifondazione e Mosti di Sel) siano usciti dalla sala e che tutta l’opposizione (Ncd,, Arancioni, Udc e Fi) con i Socialisti abbiano votato contro: grazie al voto ponderato, il Pd da solo ha contato per 17 voti e la proposta è passata. «Non abbiamo avuto nessun potere- dice Incoronato, avallato dai consiglieri Caruso e Brizzi delle minoranze- abbiamo assistito all’ennesimo atto di forza di un partito che sta facendo asso piglia tutto, perché ha i numeri, in barba alla democrazia e alla reale partecipazione». Secondo Brizzi «tutto è stato architettato affinché il Pd potesse mettere la bandierina anche sullo statuto comunale». «Senza lo statuto comunale- commenta Caruso- non si potrà approvare nessun regolamento futuro, neanche quello sulla partecipazione, tanto caro al sindaco Volpi; lo statuto però dalla commissione ci deve passare». Un provvedimento il presidente Incoronato, però, l’ha potuto prendere: commissione statuto sospesa fino a nuovo ordine. Un problema tecnico- politico non da poco.

Manuela D’Angelo

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