Il Tirreno

«Acqua, nel 2015 in arrivo rincari del 12%»

«Acqua, nel 2015 in arrivo rincari del 12%»

I 5 Stelle annunciano nuovi aumenti: serviranno per pagare investimenti. Tiri fuori i soldi la Regione

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MASSA. Il ragionamento targato 5 Stelle è complesso e articolato, ma il punto di arrivo, quello, è immediato: un salasso per le tasche dei cittadini con un bel +12% sulle fatture di Gaia. Insomma - per parlar chiaro - aumenti dell’acqua. I pentastellati ne sono convinti e collegano il rincaro ad una serie di investimenti sulla rete e sugli impianti a cui l’Agenzia per l’energia, il gas e il servizio idrico ha già dato il via libera. E non si tratta di spiccioli: 4,5 miliardi a livello nazionale. L’equazione è presto fatta: più investimenti - spiegano i grillini - uguale più spese e più spese uguale aumento degli importi. Perché - e qui sta il nocciolo della questione - la direttiva CE 60 del 2000 parla chiaro: «Le tariffe devono coprire gli interi costi del servizio - ribadisce il Movimento 5 Stelle - incluso gli oneri finanziari». Insomma, con quello che gli utenti sfilano dal portafoglio Gaia deve pagare servizi, mutui, investimenti. E proprio su questo arriva la prima contestazione dei 5 Stelle. A chiarire il concetto ci pensa Paolo Menchini: «Come i ticket - sintetizza -non coprono interamente le spese del sistema sanitario, allo stesso modo dovrebbe essere per l’acqua che la stessa Onu ha definito bene primario universale. Invece il meccanismo della copertura totale dei costi produce aumenti importanti: il 12% per il 2015 che si somma al 5% del 2014». Aumenti legati - spiegano i pentastellati - ad un meccanismo perverso in cui Gaia contrae «mutui per pagare gli interessi di altri mutui, garantendo entrate alle banche e gravando doppiamente sulle tasche dei cittadini. Senza dimenticare - aggiungono - che la soglia di consumo oltre la quale si applica la tariffa più elevata è stata abbassata da 200 metri cubi annui a 130, nonostante il consumo medio nazionale per una famiglia di 3 persone sia di 192». È in questo quadro che i 5 Stelle inseriscono anche le pluri contestate partite pregresse, adeguamenti tariffari con cui - per semplificare - Gaia chiede ai cittadini gli arretrati. Richiesta che i pentastellati collocano nel quadro di un gestore (Gaia spa) che «ha debiti con i comuni per 60 milioni, spese per il personale, a bilancio nel 2013, pari a 22 milioni, 254mila euro per consulenze esterne, spese telefoniche di oltre 500mila euro, 1,5 milioni sborsati per spedire le fatture quando si potrebbe puntare sulla bolletta elettronica». Il Movimento le sue proposte per ridefinire la gestione del servizio le mette nero su bianco in due ordini del giorno, le presenta con una conferenza stampa e si riserva di condividerle con la cittadinanza in un incontro pubblico in programma per l’8 febbraio con la deputata Federica Daga. Due ordini del giorno come due - ribadiscono i grillini - sono i ruoli e le funzioni del sindaco: membro dell’Ait (Autorità idrica toscana) e socio di Gaia. Al primo punto della lista, i 5 Stelle mettono “il minimo vitale garantito”, 50 litri d’acqua giornalieri a persona gratuiti. No secco anche al distacco dei contatori a cui preferiscono i riduttori di flusso. Poi la proposta più forte, chiedere alla Regione le risorse per far fronte agli investimenti: «La legge lo prevede» - garantisce il Movimento. Non solo: se il Comune vanta crediti nei confronti di Gaia, beh quei crediti li utilizzi per farsi carico della partite pregresse o per fornire i 50 litri gratuiti.

Il movimento - ci tiene a sottolinearlo - lotta contro la privatizzazione del servizio «e punta ad una maggiore efficienza del pubblico. C’è un percorso anche normativo che va verso la privatizzazione, il fatto che la legge di stabilità permetta ai Comuni di vendere le proprio quote garantendosi liquidità sottratta al patto di stabilità la dice lunga. Un vero incentivo a fare un passo indietro lasciando spazio al privato». Il M5S chiede, infatti, che Palazzo civico quel passo non lo faccia, puntando piuttosto alla gestione diretta del servizio idrico.

Chiara Sillicani

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