Il Tirreno

«Volevo essere più bella invece ero un mostro»

«Volevo essere più bella invece ero un mostro»

Ai “Fatti Vostri” la disavventura di Daniela Bertilorenzi con la chirurgia estetica Il rischio setticemia e un calvario di 10 anni per avere labbra più carnose

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MASSA. La sua storia, i suoi «dieci anni di calvario» - come lei li definisce - Daniela Bertilorenzi li racconta in tv, al microfono di Giancarlo Magalli.

Nella piazza mediatica dei “Fatti Vostri” confida il desiderio di cancellare i segni del tempo e della fatica: un piccolo intervento, «non definitivo», per vedersi la bocca più carnosa. Qualche iniezione e la sua vita cambia - ma in peggio - per 10 anni. Una storia, raccontata dal Tirreno (in un articolo a firma Sara Lavorini)nei giorni scorsi, che la protagonista ricostruisce, ieri mattina, alla trasmissione di Rai 2: «Dopo un dimagrimento importante, ho sentito, da donna che lavora nel mondo dell’estetica, il bisogno di vedermi più tonica». La scelta del medico non è casuale, a convincere Daniela è il consiglio di un’amica: «Ho seguito le sue indicazioni, volevo un cambiamento soft, che non fosse permanente». E la soluzione proposta è l’acido ialuronico: «Non volevo - ribadisce Daniela - nulla di definitivo, nel caso avessi ripreso chili, avrei abbandonato le iniezioni». Ma l’acido non ha l’effetto sperato: «Dopo le prime due sedute non ho visto alcun risultato, il medico mi ha rassicurato dicendo che dopo la terza iniezione le labbra sarebbero cambiate». Arrivano, invece, i problemi: «Mi sono svegliata, mi sono guardata allo specchio e mi sono spaventata. Ho chiamato mia madre, le ho detto che ero diventata un mostro». Un gonfiore enorme causato - ha ricostruito Daniela in trasmissione - da una reazione allergica: «La terza iniezione non era di acido, ma di silicone. Il medico - aggiunge - ha scelto di iniettarmelo a mia insaputa». Per garantire il risultato desiderato. «Lo stesso medico ha dovuto farmi tre punture di cortisone e ha tentato nel suo studio di aspirare il pus dalle labbra. Ho provato un dolore terribile, urlavo e il dottore mi invitata a fare silenzio per non disturbare gli altri pazienti». Così forte il dolore che Daniela fa i conti con una sincope: «Devo ringraziare solo mia sorella se mi sono ripresa, è stata lei a rianimarmi». Poi la corsa in ospedale e l’intervento per bloccare l’infezione e scongiurare la setticemia: «A quel punto il peggio è passato, ma per 10 anni mi sono ritrovata a fare i conti con un’assimetria delle labbra. Ho cercato a lungo qualcuno che risolvesse il mio problema». E dopo anni, lo trova: un professionista di Bologna la opera e rimuove tutto il silicone. E la storia finisce nelle aule di tribunale con una richiesta di risarcimento danni.

Ora Daniela la sua disavventura vuole condividerla perché - per usare le parole di Giancarlo Magalli - è un’esperienza che insegna e che può evitare ad altri spiacevoli inconvenienti.

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