Il dolore
Tentò omicidio, preso dopo la latitanza
L’uomo ha quasi ucciso un giovane a Varese qualche mese fa, poi ha fatto perdere le tracce rifugiandosi a Montignoso
MONTIGNOSO. Era ricercato per tentato omicidio dalla procura di Varese, che indaga da mesi su un pestaggio a sangue che per poco non costava la vita a un giovane lombardo. Il responsabile - gli inquirenti non vogliono rivelarne l’identità perché l’inchiesta prosegue - si era nascosto nella nostra provincia e più precisamente in una casa a Montignoso. E qui ha fatto vita riservata, ma non troppo, per diverso tempo. Poteva contare dell’appoggio di alcuni amici che lo hanno protetto fino all’altra mattina quando è scattato il blitz dei carabinieri della compagnia di Varese che hanno fatto scattare la manette ai suoi polsi controllando l’operazione dall’alto con l’elicottero. L’uomo, un trentenne, è stato caricato in auto dai militari e portato in Lombardia, dove verrà interrogato dal gip che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare.
Ma grazie al velivolo l’Arma è riuscita a risolvere un altro caso: poco distante dall’abitazione dove aveva trovato rifugio il latitante c’era una sorta di serra. Troppo sospetta per non dare un’occhiata. E i militari lo hanno fatto, scoprendo una vera e propria piantagione di marijuana: c’erano settecento piante, alcune decisamente in avanti con la crescita e pronte per diventare stupefacente da mettere sul mercato. Tutto è stato sequestrato ieri e un giovane, il proprietario, è finito in manette perché addosso aveva due panetti di hashish, quasi due etti di droga. Per ora l’accusa è di spaccio, ma l’Arma sta cercando di capire se oltre a coltivare le piante di marijuana il ragazzo forniva anche supporto logistico al latitante. I due non si conoscevano, questo si intuisce dai movimenti di entrambi e dalle telefonate (non si sono mai chiamati). L’ipotesi investigativa per ora nega la frequentazione tra i due, ma a Varese la procura non vuole perdere tempo e quindi lo sentirà tra pochi giorni. Dopo che i colleghi di Massa avranno indagato su quella piantagione di marijuana che era sfuggita alle forze dell’ordine. Anche perché dalla strada era impossibile notare la serra, mentre dall’alto è stato semplicissimo. Chi era a bordo del velicolo ha visto subito che si trattava di piante proibite, la forma delle foglie è inconfondibile per occhi esperti come quelli dei militari.
Non sono esclusi invece altri collegamenti locali con il latitante accusato di tentato omicidio. La deduzione che fanno gli inquirenti lombardi è che per spostarsi in questa zona l’indagato doveva essere più che sicuro di poter contare su diverse persone per sfuggire ai controlli. Si vedrà col passare delle settimane.
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