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imprenditore in difficoltà

Si attacca al contatore condominiale, assolto

Si attacca al contatore condominiale, assolto

CARRARA. Una storia, delicatissima, di disagio. Legata alla crisi economica generale e al momento di difficoltà che sta attraversando il territorio. E anche il comparto del lapideo. Una vicenda per...

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CARRARA. Una storia, delicatissima, di disagio. Legata alla crisi economica generale e al momento di difficoltà che sta attraversando il territorio. E anche il comparto del lapideo.

Una vicenda per la quale è stato celebrato un processo, in tribunale a Massa, che vedeva sotto accusa un imprenditore del settore lapideo A.M. caduto in disgrazia per colpa della crisi, si era attaccato - con un cavo volante - al contatore del condominio, per poter così sgravarsi delle bollette e continuare ad avere l’energia elettrica in casa.

Ma il tentativo di tagliare almeno i costi delle bollette non è passato inosservato: tanto che si è ritrovato una denuncia a suo carico. La linea difensiva (il legale dell’imprenditore è l’avvocato Giuseppe Ricciotti) è stata quella di dimostrare, che il suo assistito “attaccandosi” al contatore condominiale non ha interrotto il servizio agli altri residenti. Quindi nei confronti dell’Enel non sarebbe stato commesso alcun furto.

E, soprattutto, nessun danneggiamento a carico del condominio: l’imprenditore, infatti, avrebbe utilizzato per sottrarre energia dal contatore condominiale, un cavo volante. Non creando così problemi all’impianto del palazzo. Anche perché, così ha ricordato nella sua arringa l’avvocato Ricciotti, quell’allaccio posticcio poi sarebbe stato eliminato.

Si sarebbe trattato, in sostanza, di un gesto dettato dalle difficoltà economiche in cui si è trovato un imprenditore che, a causa della crisi, ha dovuto fare i conti con i problemi di arrivare a fine mese, e primi fra tutti, quelli delle bollette.

Il giudice, al termine del processo, ha assolto l’imprenditore A.M. perché il fatto non sussiste.

Un altro processo in cui la crisi e le difficoltà economiche hanno avuto un ruolo importantissimo: sono state identificate, dall’avvocato della difesa, come la causa principale del gesto finito poi sotto accusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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