Il Tirreno

il sindaco sull’operazione CRC-Carige

«No alle barricate sulla fusione»

Zubbani: sì al dialogo per mantenere il marchio della banca locale

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CARRARA. Sull’operazione che prevede l’incorporamento-fusione di Cassa di risparmio di Carrara in Carige, il presidente della Fondazione CRC Alberto Pincione ha nei giorni scorsi lanciato alle istituzioni un appello per la salvaguardia dell’identità storica della banca cittadina. Carige ha ufficializzato la richiesta di acquisizione delle quote di minoranza detenute dalle Fondazioni nelle "banche partecipate" , fra le quali la Cassa di risparmio di Carrara. La Fondazione detiene il 10% in CRC. E Pincione ha dichiarato: «Cercheremo di strappare a Carige l'ok a mantenere il nome della Cassa di risparmio di Carrara più altre garanzie collaterali». La Fondazione, nell’operazione di cessione delle quote che ha in CRC, riceverà in “concambio” quote di Carige, di cui ha già un uno per cento. «Noi come Fondazione siamo nella cabina di regia di Carige, però aspetto che la politica seria ci dia una mano; nelle sedi opportune so che ci sono stati contatti. L'obiettivo è la tutela della territorialità della CRC e della sua occupazione. Oltre che la tutela della storia di questa banca nella città», ha detto Pincione.

Il sindaco Angelo Zubbani non si tira indietro: «Lo sconvolgimento avvenuto sul sistema bancario italiano non ha risparmiato la nostra storica banca che ha subito le vicissitudini di Carige. Tutti gli interventi di acquisto di Carige, negli anni, ritengo _ ha detto Zubbani _ siano stati fatti per aumentare il potere di rappresentanza e il potere per la capogruppo. Quegli impegni finanziari allora avevano un valore e oggi hanno subito un contraccolpo al ribasso, ma ciò non mette in discussione gli intenti della ricapitalizzazione».

«Proprio per le dinamiche che riguardano Carige, _ ha proseguito il primo cittadino di Carrara - soprattutto in sede europea, tutti i controlli sono stati delegati alla Bce. Una delle manovre concordate sul sistema bancario è l’acquisizione di azionariato delle Casse di risparmio di Carrara e di Savona. Ritengo che anziché fare le barricate od opposizioni di corto respiro, occorra che le istituzioni locali, in primis il Comune e la Fondazione, continuino il dialogo con Genova, per il mantenimento del piano industriale votato e approvato nel 2014 in Carige, che prevede la fusione di CRC in Carige nel 2018».

«Dal mantenimento degli accordi intercorsi tra me e Pincione e il presidente di Carige, discende anche il mantencimento del marchio Cassa di risparmio di Carrara che rappresenta comunque un forte segno identitario per la città, ma anche penso sia utile per Carige, per non perdere la fidelizzazione con il territorio, che nella storia della banca locale è sempre stata un punto di forza». Il sindaco ha inoltre ribadito che all'operazione non dovrebbe essere fatta opposizione: «ma va fatta un'azione per valorizzare al massimo la quotazione della banca cittadina. D’altro canto, opporsi a operazioni peraltro imposte a Carige da organi di controllo, sarebbe controproducente per la città. Quindi si apra un confronto in città fra istituzioni e sindacati bancari: il procedimento deve essere fatto con la più ampia partecipazione e la massima chiarezza».

Cinzia Carpita

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