Finanza
«Il servofreno si è rotto dopo l’incidente»
Schianto mortale in via D’Ancona, meccanico a processo per omicidio colposo: è guerra di perizie
MASSA. Nel maggio 2010 in fondo alla discesa di via D'Ancona una Ford Fiesta si schiantò contro il muro, forse a causa di freni mal riparati (o per nulla riparati secondo l’accusa), provocando la morte di una donna di 78 anni.
Per questo incidente sono finiti a processo, per omicidio colposo, il marito della vittima, Marcello Giannini, 76 anni, che era alla guida dell'auto che scendeva dal Santuario delle Grazie; e Marco Rombo, il meccanico a cui Giannini, poche settimane prima dell'incidente, aveva affidato l'auto per una revisione.
Giannini ha patteggiato la pena, uscendo così dal processo, mentre Rombo è ancora in attesa di giudizio, accusato - c'è anche una perizia di parte che lo sostiene - di non avere ispezionato a dovere l'impianto frenante e di non avere fatto le sostituzioni o le manutenzioni necessarie, come dimostrerebbero le ossidazioni sul tubo di collegamento del servofreno (che attesterebbero che l'impianto non è mai stato smontato).
E, quindi, di essere corresponsabile dell'incidente che è costato la vita alla settantottenne.
Una vicenda complessa, tecnica e che ieri è andata avanti a suon di perizie. Nell’udienza davanti al giudice Fabrizio Garofalo la parola è passata ai tecnici. A cominciare dal perito d di parte, Fabio Bernardini, della difesa (Marco Rombo è assistito dall’avvocato Stefano Rossi).
Il perito Bernardini, con un ampio dossier fotografico, ha voluto evidenziare in aula che il problema tecnico, quello al tubicino dei freni usurato finito al centro del procedimento, si sarebbe verificato dopo lincidente mortale. E, in particolare, sarebbe stato provocato dallo smontaggio della macchina incidentata che è stata portata in carrozzeria dopo lo schianto ed è finita al centro dlele indagini per omicidio colposo. Secondo la tesi della difesa, nelle fasi di montaggio e smontaggio delle parti dell’automobile, si sarebbe rotto il tubicino che collega del servofreno.
Una tesi che è stata ribattuta dai periti delle parti civili che insistono sul fatto che quei lavori di revisione, commissionati al meccanico Marco Rombo, non sarebbero stati fatti a dovere, o addirittura non fatti per nulla. Su questo hanno
Il processo, che si avvia verso la conclusione, è stato aggiornato al prossimo mese di maggio.
(a.v.)
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