Sicurezza
Chiesti più soldi per i lavoratori del marmo
Ma non solo questo nella piattaforma sindacale presentata ad Assindustria per rinnovare l’integrativo
CARRARA. I sindacati del settore lapideo, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno presentato all'Associazione industriali, il 30 dicembre scorso, la piattaforma con le richieste per il rinnovo dell'integrativo provinciale, scaduto nel 2014. Sulla parte economica, una richiesta articolata di aumenti (non quantificati) da discutere sul tavolo del confronto.
Nella piattaforma, i sindacati dicono che «Il rinnovo del contratto provinciale, avviene in un momento positivo per il settore a livello provinciale ma non solo. L'aumento della richiesta di pietra a livello mondiale ed europeo pone al territorio una grande sfida rispetto alla escavazione ed alla trasformazione, bisogna cogliere il momento per consolidare ed aumentare i lavorati ed ovviamente in primis il bianco. Le imprese che hanno investito in innovazione di processo e di prodotto, che hanno investito le risorse ed i proventi di bilancio ripatrimonializzandosi, che si sono date una struttura organizzativo commerciale più dinamica, le imprese di escavazione che hanno puntato sulla qualità del prodotto estratto, più che a far cassa sgretolando il monte, si sono stabilizzate e guardano al futuro con maggior tranquillità».
«Oltre alle valutazioni sull'andamento del settore che riteniamo complessivamente positivo - dicono i tre sindacati in una nota congiunta - riteniamo ancora fondamentale la prospettiva della filiera e cioè partendo dalla escavazione per arrivare ad una lavorazione in loco dei materiali estratti, così come fanno molti produttori di pietre in tutto il mondo, fino ad arrivare ad un marchio del prodotto lavorato».
Le richieste normative dell'integrativo vanno dall'adeguamento del vestiario, al mercato del lavoro alla formazione professionale, all'orario di lavoro e c’è la parte economica. Per quanto riguarda l’indennità di disagio, attualmente variano gli importi: in galleria 2,78 euro al giorno; nel granito 1,85; nel bianco 0,92; in cava 1,85. I sindacati ne chiedono una rivalutazione.
Anzianità di settore: il premio viene erogato dopo 15 anni di lavoro e dopo 20 anni: i sindacati chiedono che lo scatto di anzianità sia anticipato rispettivamente a 12 e a 15 anni.
Viene chiesto un aumento anche per il premio si risultato parametro settoriale, fermo a 619 euro dal 1996. E una rivalutazione anche di una altro premio innalzando i valori economici legati a export, infortuni, assiduità lavorativa.
Indennità di presenza: oggi è di 4,50 euro in cava e 3 euro al piano. Chiesto l’aumento.
Infine i sindacati vorrebbero che fosse innalzata la quota del Fondo marmo a carico delle azienda. «Con il Fondo marmo – dice Roberto Venturini segretario della Fillea Cgil, – che ora è di 5 euro a dipendente per ogni mese di lavoro, nel 2014 si è acquistata un’ambulanza per il soccorso cave e inoltre sono stati erogati 50.000 euro prima di Natale, ad aziende alluvionate del piano». Ultimo punto della piattaforma sindacale: elaborare un Testo unico di tutte le normative vigenti nel contratto di lavoro di Massa Carrara: il primo integrativo risale al 1945.
Fuori dalla piattaforma, i sindacati chiedono un incontro con il Servizio 118, in relazione a un incidente avvenuto alle cave di Campocecina, il 22 dicembre dello scorso anno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
