Il Tirreno

Calci e pugni all’anziana badante a processo

di Alessandra Vivoli
Calci e pugni all’anziana badante a processo

I figli hanno trovato la madre a letto con le costole fratturate: 30 giorni di referto L’accusa è di lesioni e maltrattamenti nei confronti di una donna di 95 anni

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CARRARA. Per soffocare le lamentele usava gli schiaffi.

Per convincerla a mangiare il cibo che lei stessa le preparava, la prendeva a pugni in testa. E ancora: erano calci, per convincerla ad andare a letto, e per rimproverarla quando aveva bisogno di andare in bagno durante la notte.

Un lungo calvario di maltrattamenti che lei, Maria Bors, una badante romena di 50 anni, avrebbe usato nei confronti della anziana novantacinquenne che avrebbe dovuto accudire e presso cui aveva trovato lavoro ormai da alcuni anni.

L’ultimo episodio, avvenuto tre anni fa, è stato il più violento: l’anziana è finita in ospedale, con le costole fratturate e un referto di trenta giorni. I figli l’avevano trovata stesa a letto, dolorante. La donna, che in quel momento non riusciva neppure a muoversi, aveva raccontato tutto e da qui era partita la denuncia dei familiari nei confronti della badante a cui avevano affidato le cure della propria casa.

Per la badante si è aperto proprio ieri mattina, davanti al giudice Fabrizio Garofalo e al pm Marco Rappelli, il processo per lesioni e maltrattamenti: l’udienza è stata rinviata al prossimo 18 maggio, data in cui verranno sentiti tutti e sei i tesstimoni della pubblica accusa. Mentre si sta ancora decidendo se predisporre l’audizione della anziana, parte civile nel procedimento (assistita dall’avvocato Giuseppe Ricciotti) direttamente a domicilio considerato che l’età e i problemi di salute le impediscono di essere presente in tribunale.

Si apre quindi, in un’aula giudiziaria, processo per una vicenda è delicatissima.

A scoperchiare quello che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe un vaso di Pandora di vessazioni, sarebbero stati i figli dell’anziana donna e i nipoti.

Sono stati loro a trovarla in condizioni disperate, dopo aver subito i presunti maltrattamenti da parte della ba dante. Alcune avvisagli ci sarebbero in realtà già state prima, ma di fronte a lividi e dolori alle gambe della nonnina, la badante aveva sempre una giustificazione pronta: o era caduta dal letto, o si er afatta male andando in bagno a causa dei problemi deambulatori con cui doveva convivere. Tutto fino all’episodio del 2012, quando le lesioni riportare dalla anziana sono state tali da dover ricorrere alle cure ospedaliere.

Era stato il figlio maggiore il primo ad insospettirsi vedendo alcuni lividi sulle braccia della madre. Quest’ultima, forse spaventata, non aveva saputo indicare la causa delle ferite, poi piano piano è venuta a galla una realtà drammatica. Una realtà fatta di vessazioni da parte di chi doveva assistere una persona anziana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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