Attenzione
«Ambulanze senza telepass tante le vite a rischio»
Protestano i volontari della Pubblica assistenza Croce bianca di Aulla ma la Croce Rossa di Albiano è esentata dalle restrizioni di Autostrade per l’Italia
AULLA. Dal primo gennaio scorso, “Autostrade per l’Italia” ha bloccato i telepass "esenti" rilasciati, ad esempio, ai mezzi di soccorso come le ambulanze e le singole associazioni, in virtù delle nuove regole, dovrebbero attivarsi il telepass per conto loro; proprio come si fa con le auto dei singoli privati cittadini.
Una decisione che ha provocato la dura reazione del consigliere comunale, Juri Gorlandi, esponente di Forza Italia. Di conseguenza, abbiamo ascoltato la voce di chi ogni giorno mette il proprio tempo al servizio di chi ha bisogno, di chi magari deve essere prontamente portato in ospedale perchè ha un "codice rosso". Alla Pubblica assistenza "Croce bianca" di Aulla presta la propria opera Mattia Zoboli, il quale è anche formatore regionale autisti dell'Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas). Zoboli non le manda davvero a dire: «Si tratta di una cosa scandalosa e chi di dovere doveva protestare. Trovo anche scandaloso che ci sia una disparità di trattamento con altri mezzi di pubblica utilità, ma in Italia si colpisce sempre nel mucchio».
Zoboli, quindi, non manca di ricordare che «la Lunigiana è una zona disagiata e spesso siamo costretti a raggiungere gli ospedali della costa. E non possiamo che raggiungerli in autostrada e tutti noi sappiamo quanto anche pochi secondi possono essere utili per salvare la vita a una persona. Pertanto, il nostro premier Renzi faccia qualcosa e intervenga su Autostrade per l'Italia» conclude Zoboli.
Nella frazione di Albiano Magra, invece, opera la Croce Rossa Italiana e scopriamo, attraverso le parole della presidente Rita Peroni, che la Cri sarebbe esentata dalla misura restrittiva decretata da “Autostrade per l'Italia”. Forse è il suo essere un Ente di diritto pubblico non economico con prerogative di carattere internazionale ad averla salvata, ma Rita Peroni sottolinea che, comunque, «è solo con il volontariato che riusciamo a tenerci in piedi, organizzando raccolte di fondi senza le quali potremmo anche chiudere. Dai ministeri romani, infatti, non prendiamo nulla e ci paghiamo tutto da noi. Avremmo anche bisogno di una nuova ambulanza, ma il suo costo è proibitivo» conclude Rita Peroni.
Ricordiamo che, nei giorni scorsi, una notizia ha destato scalpore e preoccupazione. Un'ambulanza con a bordo un paziente colpito da infarto, era rimasta bloccata al casello di Pistoia perché il telepass non funzionava. Secondo alcuni, alla base dell’inconveniente, che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime, ci sarebbe la decisione di “Autostrade per l’Italia” di disattivare i telepass "esenti" finora in dotazione ai mezzi di soccorso, sostituendoli con telepass "normali" intestati alle associazioni di volontariato.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
