Il Tirreno

Agevolazioni a rischio per quindicimila famiglie

Agevolazioni a rischio per quindicimila famiglie

Da gennaio in vigore parametri nuovi e più stringenti, ma i Caaf sono bloccati Migliaia di apuani rischiano di perdere gli “sconti” su ticket, bollette e asili

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MASSA CARRARA. Il governo cambia l’Isee – l’indicatore della “ricchezza” delle famiglie italiane che serve per avere agevolazioni e sconti sui servizi – ma i Caaf non possono calcolarlo. Perchè manca la convenzione fra l’Inps e i Centri di assistenza fiscale accreditati che autorizza i patronati a presentare l’Isee per conto dei cittadini. Risultato? Tutti coloro che devono presentare l’attestato per avere un’agevolazione o un’esenzione – e sono tanti: 15mila almeno le famiglie di Massa Carrara che negli anni scorsi hanno fatto la certificazione Isee – non trovano risposte a patronati e non sanno che fare. Ma neanche i Caaf sanno bene come muoversi.

Il pasticcio è l’effetto dell’entrata in vigore di un decreto del 2013 che manda in pensione l’Isee come lo abbiamo fin qui conosciuto e introduce la Dsu, Dichiarazione sostitutiva unica, che è in sostanza una versione rivista dell’Isee in cui vengono introdotte nuove voci da calcolare, come la “giacenza media” dei depositi in banca il possesso di auto e moto.

Tra gli obiettivi del nuovo Isee ci sarebbe anche la semplificazione, ma l’impressione è che sia tutto il contrario. A partire dai tempi. il rilascio dell’attestazione Isee non è, infatti, più immediato come prima. Il cittadino deve ora recarsi al Caaf e consegnarci le certificazioni. Non saranno però i patronati a inserire i dati e a fornire immediatamente una risposta ai cittadini come accadeva fino all’anno scorso. Ora, il patronato avrà soltanto il compito di inviare i moduli all’Inps entro quattro giorni lavorativi. La stessa Inps avrà altri quattro giorni per elaborare il tutto e inviare una risposta. A quel punto, dopo 10 giorni effettivi, il cittadino dovrà tornare e ritirare l’attestazione.

Ma non solo. Tutta questa operazione - che allunga i tempi a dismisura - finora vale solo sulla carta: manca infatti la convenzione nazionale tra i Caf e l’Inps e dunque le attestazioni sono impossibili. E senza convenzione, spiega Saverio Corsetti, responsabile del Caaf Cgil di Massa Carrara, «i patronati sono bloccati. È vero che la norma che dice che chi ha già prestazione in essere, questa resta valida. Ma chi, per qualsiasi motivo, deve rinnovarla è davvero in difficoltà: di sicuro non può averla attraverso i Caaf. Può richiederla direttamente all’Inps ma deve avere il Pin di accesso al sistema e deve riuscire a districarsi tra tutte le richieste di nuova documentazione e di produzione di dati chieste dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps stessa. Cosa non facile, senza l’assistenza dei patronati».

Quel che gli uffici Caaf possono fare, dice ancora Corsetti, è un’assistenza indiretta: «Ai cittadini spieghiamo quel che c’è di nuovo, cerchiamo di vedere se hanno cose in scadenza e di capire se, attraverso il portale Inps sono in grado di fare l’attestazione da soli. Altrimenti prendiamo i nominativi e li mettiamo in una specie di lista di attesa e li richiameremo quando ci sarà questa benedetta convenzione».

Il problema riguarda tutti i centri di assistenza fiscale e nasconde anche una diatriba economica tra i Caaf e l’Inps: per ogni attestazione infatti l’Inps eroga un contributo, che adesso i Caf chiedono di incrementare vista la mole di certificazioni in più che devono vagliare.

C’è, infine, un’ultima novità. L’Isee non sarà più unico ma ci saranno tre tipologie del nuovo indicatore che, appunto, si differenziano per l’uso finale. Sulle situazioni standard, come le agevolazioni per gli asili nido e i ticket sanitari, serve, ad esempio, un’attestazione diversa da quella per il diritto allo studio.

Claudio Figaia

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