Il Tirreno

caccia ai furbetti

False dichiarazioni Isee per avere l’alloggio Erp

Controlli della guardia di finanza
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Controlli della guardia di finanza

Cinquanta famiglie apuane sono state denunciate dalla guardia di finanza per truffaC’era chi girava sul Suv e aveva accessoriato la casa con clima e tv satellitare

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MASSA. Hanno dichiarato il falso pur di ottenere un alloggio popolare, un trucchetto che ha fruttato loro un risparmio sostanzioso rispetto alla spesa che sostiene per dormire sotto un tetto chi non riesce ad entrare nelle graduatorie dell’Erp. Ma la truffa - è questo il reato contestato - è stata scoperta dalla guardia di finanza spulciando una serie di dati. Operazione che ha permesso di accertare che le dichiarazioni Isee erano completamente inventate. Le fiamme gialle hanno denunciato una cinquantina di persone, famiglie che non avevano diritto alla casa a basso costo. E che dovranno restituire gli appartamenti, anche se sui tempi degli sfratti non c’è ancora certezza.
 
L’indagine è partita, con la massima collaborazione tra l’Erp e la finanza, dopo le denunce di alcune persone che erano rimaste fuori dalla graduatoria: si erano viste passare davanti da altri che avevano un tenore di vita migliore del loro e avevano chiesto all’ente di fare chiarezza. Sembravano solamente invidiosi invece avevano ragione.
 
Le segnalazioni sono state vagliate prima dagli uffici dell’Edilizia residenziale pubblica, una parte sono state regolarizzate immediatamente convocando gli inquilini che risultavano avere un reddito superiore a quello dichiarato precedentemente. Tanti non avevano detto il falso, semplicemente la loro posizione era mutata nel tempo. Per le situazioni in odore di truffa invece è stato chiesto l’intervento della guardia di finanza e i militari del nucleo hanno cominciato a passare ai raggi x i nominativi cerchiati in rosso dall’Erp. Ed è venuto fuori di tutto, c’era perfino chi faceva tre vacanze all’anno e girava col Suv. Vita da nababbo e affitto di poco inferiore ai cento euro, nonostante questo i pagamenti della pigione non erano neppure regolari.
 
I furbetti sono stati chiamati al comando e messi di fronte alla realtà: hanno dovuto confessare che l’Isee in realtà non era quella dichiarata e che quindi non avevano diritto all’alloggio popolare. Cinquanta persone. C’era veramente di tutto tra loro: artigiani, commercianti, ma anche semplici operai (che però potevano contare anche sugli stipendi del partner o dei figli). Uno dei furbetti poteva contare su un’entrata annua, netta, di oltre centomila euro. La casa l’aveva arricchita con il climatizzatore, la parabola satellitare e un televisore di ultima generazione. Senza badare a spese.
 
Nel 2014 sono state circa centocinquanta le segnalazioni di presunte irregolarità arrivate agli uffici dell’Erp. Di queste come detto una cinquantina erano raggiri veri e propri, tentativi di truffa che per un paio di anni hanno permesso a chi era benestante di non avere il problema del caro affitto. Oltre alla famiglia con il Suv c’era chi aveva tre stipendi di oltre mille euro al mese: padre, madre e figlio spendevano senza troppi problemi visto che la pigione dell’appartamento che occupavano era di appena ottanta euro, calcolata sul reddito annuo del capofamiglia. Un carpentiere che però viveva come un nababbo.
 
Ma c’era pure chi faceva la settimana bianca, e poi andava in Sardegna per due settimane d’estate, a godere degli affitti popolari. Tra chi ha segnalato le truffe ci sono anche i parenti dei furbetti, stufi delle loro spacconerie e di dover essere derisi tutte le volte che c’era una riunione di famiglia. Nessun libero professionista, ma un’idraulico oltre a perdere l’appartamento a poche decine di euro al mese ha dovuto anche confessare di non fare la fattura per i due terzi degli interventi. Altro che stangata.
 
 

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