Attenzione
Cadgas Sari: se ci date un’occasione noi vi stupiremo
Carrara, ecco come cogliere il vento del cambiamento Ce lo svela lo scultore che fa innamorare..
CARRARA. Parla di «stimoli» Cagdas Sari, scultore 34enne originario di Ankara. Parla di «energia». Siamo negli Studi Nicoli tra attrezzi da lavoro e polvere di marmo, gessi e sculture. La sensazione è che di Carrara questo scultore abbia colto qualcosa di nuovo e di indefinito che avevamo intuito anche noi. Mentre per certi versi la Città muore – sul fronte del commercio, ad esempio – per certi altri germoglia. Forse sotto la brina. Cagdas parla di un Movimento, che viene avanti e che cresce spontaneamente, partito con Studi Aperti, l'iniziativa di maggio/giugno 2014 con cui gli artisti locali hanno aperto i loro laboratori e hanno fatto la conta di quanti sono..
Quando è arrivato a Carrara cinque anni fa con l’Erasmus aveva intenzione di fermarsi?
«Mi ero detto "vediamo un po' come va" e poi sono riuscito a trovare quello che volevo. Un bel posto per lavorare: questa è la mia residenza artistica..».
Da quanto tempo lavora agli Studi Nicoli?
«Quasi quattro anni. E ogni giorno scopro un nuovo modello, un nuovo gesso..».
Questo è un luogo unico, con una storia straordinaria lo sa..
«Sì, è stata la mia fortuna. Ho comunque amici che hanno un loro laboratorio: ciascuno a Carrara può trovare la sua strada, ognuno ha la sua storia».
Lei ha fatto mostre in Italia e all'estero. Ha partecipato a simposi di scultura in Turchia: e a Carrara a quali?
«Uno qui da Nicoli, uno al Ponte di Ferro, poi in piazza Duomo».
Le manca quello internazionale della Città di Carrara..
«Sì, peccato. E comunque negli ultimi anni ho visto altre cose belle, eventi con tanta partecipazione, come Studi Aperti. Quando ci si fa avanti, la gente viene: mi piace questa potenza di Carrara. Con Studi Aperti c'era pieno di giovani, e non solo scultori, anche pittori, fotografi.. Se trovano occasioni vanno avanti: il problema alla fine è questo».
Cosa manca secondo lei?
«Questo Movimento che si è creato con Studi Aperti cresce anche da solo: lo vedo e lo sento. C'è. Tra di noi ne parliamo. Conosco tanta gente in gamba, che, se trova l'occasione, fa. Basterebbe che questi gruppi di artisti avessero solo un po' di supporto (da parte dell'Amministrazione comunale, intende, ndr)».
Lei frequenta artisti e scultori. Quali abitudini avete, quali sono i "vostri" punti di ritrovo?
«Di solito facciamo una cena tra amici e poi frequentiamo un paio di locali: il circolo dei Baccanali e il Viandante, su per la strada che porta alla Padula».
E parlate sempre di arte?
«No! L'arte è una parte della nostra vita. Una vita che prende solo dall'arte non va bene. È semmai l'arte che deve prendere molto dalla vita. Siamo artisti, ma alla fine per noi la scultura è una forma di espressione: dobbiamo riempire il nostro discorso e lo riempiamo bene solo se attingiamo dalla vita».
Come si trova a Carrara?
«Bene. L'unico problema è che … (ride, ndr) Carrara ha tanti, tanti scultori. Ci sarebbe bisogno di conoscere persone che fanno anche altri mestieri! Carrara è un piccolo paese, è un posto tranquillo: e questo ha i suoi pro e i suoi contro; personalmen. te mi manca la grande città, la sua energia che ti spinge a fare cose».
Uno scultore qui secondo lei può vivere del proprio lavoro?
«Non molto. È un ottimo posto per lavorare, ma se vuoi essere attivo, devi guardare fuori. Carrara è un posto per pensare, per trovare ispirazione, per realizzare le tue opere, ma alla fine devi presentarti (proporti, ndr) fuori da qui, altrimenti rischi di cadere in un buco nero. Certo, anche Carrara può offrire occasioni. Il problema è che non ci sono grandi collezionisti. Qui ci sono mille scultori e pochi collezionisti: è abbastanza normale per una città piccola, ma con una buona gestione (amministrativa intende, ndr) Carrara potrebbe "salire" molto su questo aspetto».
C'è uno scultore, uno scalpellino, da cui crede di avere imparato stando qui?
«Tecnicamente ho imparato tanto, ma nessuno viene lì a insegnarti. Io qui ho sempre guardato molto. Guardi, prendi quello che ti piace e scarti ciò che non ti piace: è così che ciascuno trova la sua strada; poi metti in pratica e capisci i tuoi limiti. Artisticamente ci sono scultori che mi piace come pensano e dagli artigiani di Nicoli ho imparato moltissimo».
Gli scalpellini insegnano?
«Se chiedi, rispondono. Io a volte chiedo: come devo fare questo o quello. E loro ti rispondono, ma alla fine per apprendere davvero ci vuole una passione personale».
Crede che rimarrà qui?
«Non ho idea. Carrara è un posto che mi piace, ma ci sono cose che.. Il mio sogno è stare un po' qui per fare i miei lavori perché qui c'è una tranquillità che mi ispira, e andare un po' via..».
Ad esempio, dove? Lei è nato ad Ankara..
«Ankara è una città di 6 milioni di abitanti, è una città dove vivi bene, c'è il parlamento ad Ankara.. ma io preferirei Istanbul, che è piena di energia, c'è sempre qualcosa da fare, ci sono artisti, curatori, ha fatto molto in questi anni sull'arte».
Diceva curatori. Lei ha già fatto diverse mostre.. Quanto è difficile riuscire a fare una mostra?
«È facile fare una collettiva, una personale è più difficile: ci vuole una certa presentazione e soprattutto ci vuole una galleria! Mi sto preparando per fare una personale. Pensavo a Milano, vedremo».
Recentemente sono state aperte delle piccole gallerie, tutte in via Santa Maria..
«Carrara ha proprio bisogno di questo! Questi luoghi per gli artisti emergenti sono fondamentali!».
C'è la Galleria Duomo, il negozio Tabula Rasa al piano di sopra ha uno spazio espositivo e poi ha inaugurato Teké.. Sono spuntate un po' tutte insieme, non le pare?
«Sì! Perché c'è uno stimolo che aspetta, aspetta… e poi esplode. E secondo me in questi ultimi due anni qualcosa è venuto fuori. La gente adesso ha davvero voglia di fare cose. Speriamo che questo stimolo diventi più forte. Anche perché io penso che il dai-facciamo-eventi-venite non funziona se prima non c'è questo stimolo. Che però può anche morire se gli artisti non riescono a realizzare quel che hanno in mente. Vengono ma vanno anche via. Ad esempio, Marble Weeks..».
Ecco, Marble Weeks..: cosa ne pensa?
«Secondo me dovrebbe essere più artistica. Dovrebbe esserci una buona commissione che dice dove mettere cosa. Deve essere più potente, manca qualcosa.. Non è valutata molto bene, non so come dire.. Si dovrebbe fare un evento che porti a Carrara artisti e collezionisti».
Intende che dovrebbe essere in grado di attrarre un pubblico qualificato?
«Proprio così! Deve essere questo lo scopo. E per raggiungere questo scopo c'è bisogno di qualità. Il livello di Marble Weeks deve essere elevato. E questo non è difficile da ottenere, visto che qui c'è pieno di artisti che cercano occasioni».
Si mormora che all'Accademia siano tutte innamorate di lei .. E lei a Carrara si è anche innamorato?
«Sono molto legato a Carrara e non intendo abbandonarla..».
Io non intendevo se è innamorato di Carrara, intendevo se a Carrara ha trovato anche l'amore..
«Ah! Non avevo capito!».
Ora però ha capito..
«Oh, ma a questo non posso rispondere!».
33 - CONTINUA .. -
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